Ceresio, il lago sta meglio Lo dicono i prelievi compiuti

La Prealpina - 10/01/2020

Il Lago Ceresio è oggetto di un monitoraggio continuo e condiviso tra Italia e Svizzera, grazie all’istituzione di un tavolo di lavoro transnazionale che si riunisce ogni quattro mesi nella sala consiliare di Porto Ceresio. Il prossimo appuntamento è previsto giovedì 16 gennaio, alle ore 10.30, e sarà un’occasione molto importante per fare il punto della situazione sulla salute del bacino lacustre incastonato tra Italia e Svizzera. La centralità di questo tavolo di lavoro è costantemente cresciuta nel tempo, come testimonia anche il numero dei partecipanti, che, attualmente, annovera il Dipartimento del territorio del Ticino, i Comuni di Porto Ceresio, Lavena Ponte Tresa e Brusimpiano, la Comunità Montana del Piambello, la Provincia di Varese, la Regione Lombardia (assessorato all’Ambiente), Ato, Alfa, l’Autorità di bacino del Lago Ceresio e il Cnr di Ispra. «Questo tavolo di lavoro consente la condivisione delle azioni che devono essere realizzate da parte italiana e svizzera – spiega il sindaco di Porto Jenny Santi – e l’aggiornamento reciproco sugli interventi già compiuti, oltre alla partecipazione congiunta a bandi europei. Tenendo conto di tutte queste opportunità, insieme alla considerazione dei risultati raggiunti, è stato richiesto il suo riconoscimento come organo tecnico presso la Cipais, ovvero la Commissione internazionale per la protezione delle acque italo svizzere. Giovedì 16 gennaio verrà formalizzata questa “promozione” del tavolo di lavoro a livello internazionale». Nonostante tutti gli episodi di inquinamento localizzato, specialmente alla foce del Vallone, per i quali sono stati eseguiti diversi interventi di ricognizione e bonifica, e nonostante l’episodica comparsa di schiume non ben identificate in diversi punti del litorale portoceresino, gli amministratori assicurano che la qualità delle acque è in costante miglioramento. «Tutti possono controllare i risultati delle analisi effettuate nel lago, specificamente nell’area di Porto Ceresio – assicura il primo cittadino -, semplicemente riferendosi al sito del Ministero dell’ambiente (www.portaleacque.salute.gov.it). Tutti, quindi, possono facilmente verificare che, per il 2019, i valori dei parametri microbiologici non hanno mai superato i limiti che determinano il divieto di balneabilità». In realtà a Porto Ceresio il divieto di balneazione non è mai stato revocato, per scelta precisa da parte dell’amministrazione comunale. «Non ci siamo sentiti di concedere la totale balneabilità davanti alle nostre sponde – precisa Santi -, anche perché rimanevano ancora controverse alcune situazioni, soprattutto quella relativa alla foce del Vallone, oggi molto migliorata, tanto è vero che non si stanno più registrando, già da diverso tempo, sversamenti di nessun tipo». Quanto alle schiume, bianche o verdi, che, talvolta, sono comparse lungo il litorale, una sola volta, nel 2019, le analisi effettuate nel golfo di Porto Ceresio hanno messo in evidenza la presenza di tensioattivi sintetici. «Il fenomeno della formazione di schiuma – aggiunge il primo cittadino – si può verificare soprattutto nei cambi di stagione per cause naturali, come, per esempio, l’azione di insetti acquatici, di alghe, di funghi associati a foglie in decomposizione, oppure dopo una forte pioggia o vento. La schiuma può dipendere infine dalla presenza di sostanze tensioattive naturali, diverse dai tensioattivi sintetici». Tale fenomeno è stato riscontrato sia in Italia che in Svizzera.