Centrocot al servizio della qualità di Savaré IC Porte spalancate all’internazionalizzazione

Varesenews - 19/10/2016

«Nell’ultimo semestre la discesa dei prezzi degli immobili si è arrestata in modo evidente. Rimangono forti differenze tra le città e le periferie dove per un immobile acquistato prima del 2007 si possono registrare ancora cali del prezzo superiori  al 40%». Luca Simioni, presidente provinciale della Fiaip (Federazione italiana agenti immobiliari professionali), parlando del mercato immobiliare non usa la parola ripresa ma l’aggettivo «frizzante». E siccome le parole sono pietre, Simioni rivela con questa scelta una profonda convinzione e cioè che i mutui a tassi più che convenienti e i prezzi stabilizzati invitano a comprare, ma si tratta di un invito a una “festa” a cui non tutti possono partecipare.

«Le giovani coppie – spiega il presidente della Fiaip – sono rimaste al palo perché soffrono più di altre categorie la mancanza di stabilità e devono fare i conti con le regole rigide delle banche che non concedono mutui in assenza di garanzie».
Ma un giovane oggi che garanzie può dare? La sua giovinezza, sarebbe la risposta più adatta.

Se qualcosa negli ultimi mesi si è mosso in questo mercato, lo si deve soprattutto a quegli acquirenti che a loro volta avevano un immobile da vendere. «Spesso hanno venduto male – dice l’agente immobiliare – per poi comprare bene. Non è una affermazione  contraddittoria perché oggi ci sono molti immobili vecchi che non soddisfano i nuovi standard di sostenibilità ambientale ed energetica. Alcuni sono così vecchi che la categoria G, che indica il livello  più basso, non è sufficiente a classificare la loro vecchiaia. Bisognerebbe scendere sotto la zeta».

Tra le case più desiderate c’è sempre il trilocale, anche se spesso il locale in più fa sforare il budget, costringendo l’acquirente a ripiegare sul bilocale. Gli appartamentoni non vanno più di moda, sono un retaggio del passato. La ragione di questa inversione dei desideri di chi vuole comprare casa è da ricollegare al calo demografico e all’aumento di nuclei famigliari composti da due persone e, quando va bene, da padre, madre e un figlio.

«I tempi di vendita medi sono rimasti lunghi – spiega Simioni – dai sette ai nove mesi. Di offerta ce n’è molta ma il vero elemento del ritardo è rappresentato dall’erogazione dei mutui e nel nostro lavoro, si sa, il cerchio si chiude quando la banca ti dà i soldi per comprare. E quando affermo che adesso è il momento buono per fare un acquisto non lo dico perché sono un agente  immobiliare, ma perché un tasso all’uno e mezzo per cento è una condizione favorevolissima, al netto dei problemi di cui ho parlato prima».