CentroCot acquista la sede Oltre un milione al Comune

Il  parto è stato lungo e laborioso. Ci sono voluti tre anni e mezzo per trasformare un accordo preliminare (siglato con l’allora assessore Paola Reguzzoni) in un’intesa definitiva, sancita davanti al notaio grazie alla spinta data dal sindaco Emanuele Antonelli.

Fatto sta che finalmente, l’altro giorno, il patto è stato firmato: il Centro Tessile, Cotoniero, Abbigliamento e Moda – eccellenza bustocca specializzata nell’affiancare il settore manifatturiero che resiste all’attacco dei nuovi mercati con la qualità – ha acquistato la propria e storica sede di Sant’Anna, di fatto consolidando la propria mission.

Una scelta maturata tempo fa (esattamente nel 2015) e che è stata perfezionata nello scorso weekend, versando nelle casse comunali la bellezza di un milione e 100mila euro. Una cifra considerevole, che ribadisce la volontà di CentroCot di continuare nel proprio progetto di espansione e che rappresenta un atteso toccasana per le casse pubbliche, in un municipio che da anni sperava di poter mettere a bilancio l’introito.

«Dal punto di vista pratico non c’era per noi nessun obbligo di procedere con questa operazione – spiega Grazia Cerini, direttrice del laboratorio – ma il nostro consiglio di amministrazione ha giustamente voluto effettuare un acquisto che va nell’ottica dell’investimento e del consolidamento». Una mossa che quindi pone nuove basi per procedere con gli ampliamenti previsti e in parte già attuati dopo che l’Inps si è trasferita a Sacconago, in villa Gagliardi, liberando metrature in favore dei ricercatori. CentroCot, in questi anni, ha continuato a considerare Sant’Anna come la propria casa, anche nei momenti più complicati, quando il trasloco dell’istituto previdenziale tardava a concretizzarsi e i problemi logistici erano enormi. Ma la pazienza è stata premiata, i laboratori sono aumentati, le aziende che portano i loro prodotti ad analizzare e brevettare non si fermano e persino tutto il comparto della formazione è aumentato nelle dimensioni.

Nel villaggio periferico sono ormai 92 i dipendenti e l’investimento appena messo a punto fa presupporre che esistano margini per assumerne ancora. «Crediamo di essere ormai un punto di riferimento per il settore del tessile – continua Cerini – investendo non solo a livello strutturale ma soprattutto nella ricerca, nello sviluppo, nelle nuove prove di laboratorio e appunto nella formazione. In trent’anni è stato costruito un centro altamente qualificato che ha aiutato molte realtà a imporsi in un ambito ormai diverso da quello della tradizione ma che si caratterizza per le strade innovative che si possono imboccare».

Tutti concetti che pochi giorni fa sono stati ribaditi nel convegno che ha chiuso – con successo – il progetto Fit4You, dedicato appunto alle nuove generazioni che ritengono di poter costruire il proprio futuro lavorativo in un settore che non è affatto defunto. Lo sanno bene a CentroCot dove i vertici societari e manageriali, sotto Natale, hanno speso oltre un milione di euro per regalarsi una casa finalmente tutta loro. Da cui affacciarsi verso le nuove sfide.