«Centro vivo con gli eventi Ma le auto vanno gestite»

«Le manifestazioni come AgriVarese vanno benissimo, ne andrebbero fatte di più, ma il traffico va gestito diversamente evitando di far passare le auto per il centro della città». Paolo Ambrosetti, commerciante varesino, vuole fare una critica costruttiva e nello stesso tempo dare qualche idea su come gestire la viabilità quando ci sono eventi di grande richiamo di pubblico: «Varese ha l’autostrada che arriva in centro; la mia idea è quella di incanalare le auto verso i parcheggi delle Corti e di Piazzale Kennedy e di fermarle lì. Consentire al traffico di arrivare fino a via Volta e poi obbligarlo a svoltare a destra ha prodotto incolonnamenti, parcheggi selvaggi nei posteggi riservati ai disabili e al carico-scarico, inversioni sulle corsie dei bus e tante altre infrazioni». Ambrosetti abita in centro. Domenica, per percorrere un tratto di strada che richiede cinque minuti, ne ha impiegati 25: «Un delirio, gli automobilisti sfogavano in Facebook il malcontento, ed è un peccato se consideriamo che nello stesso tempo la nostra città dimostrava di essere una meta di richiamo. In via Sacco, era bellissimo vedere tutti i negozi aperti, con tanta voglia di partecipare all’evento. Ma poi le vie percorribili in auto erano congestionate e piazzale Kennedy libero, un controsenso». Fino alla considerazione: «Bisogna abituare le persone a non arrivare fino a destinazione con la macchina, spingerle a prendere mezzi pubblici (a Varese le stazioni arrivano in centro città, come a Firenze) e a camminare un po’. Se economicamente sostenibile, si potrebbe riprendere in considerazione il modello “notte bianca”, con le navette che collegavano il centro città con lo stadio e con piazzale Kennedy. Secondo me questi eventi sono un’opportunità anche per far cambiare mentalità alle persone, basta volerlo. I risultati saranno migliori edizione dopo edizione».