Cento M-346 in cinque anni? Per ora solo 18

La Prealpina - 15/06/2016

Soltanto qualche settimana fa i rappresentanti delle Rsu di Alenia Aermacchi, incontrando a Venegono i vertici aziendali, erano usciti dalla riunione con una buona dose di ottimismo. si erano sentiti dire che l’azienda avrebbe prodotto venti M 346 all’anno per i prossimi cinque anni. In altri termini, sicurezza aziendale totale. Ieri, però, ci hanno pensato i vertici romani di Leonardo Finmeccanica a frenare gli entusiasmi. Hanno incontrato i rappresentanti di Fiom, Fim e Uilm e hanno specificato che i numeri snocciolati giorni fa non erano altro che proiezioni sul futuro. Ovvero, le potenzialità che il velivolo potrebbe avere sui mercati mondiali. Un po’ come i sondaggi politici, insomma. Tutto vero sulla carta, ma commesse firmate, almeno per il momento, ben al di sotto di quelle cifre.

Quello che di reale c’è in cantiere, anzi in hangar, al momento, sono 18 aerei che saranno completati entro fine anno. bene. Ma cosa accadrà nel 2017?

«Purtroppo oggi non ci hanno dato una visibilità futura sul lungo periodo – spiega Paolo Carini della Fim Cisl dei Laghi – e questo è un elemento che getta non poche ombre sulla divisione aeronautica e anche sul nostro territorio. I numeri che erano stati dati giorni fa sono, per così dire, potenziali, ma non reali. Il numero vero è diciotto velivoli». Una fotografia che desta qualche preoccupazione. «le nostre perplessità sono date dal fatto che l’aeronautica non è un settore che programma la produzione di sei mesi in sei mesi. E di sicuro non ci si può basare sui buoni auspici per una attività industriale. Anzi le buone intenzioni potrebbero anche diventare fuorvianti. Questo buio di prospettiva non ci lascia tranquilli». Una luce, si sa, potrebbe arrivare dagli Stati Uniti, dove Alenia Aermacchi partecipa alla gara per la fornitura di 350 addestratori. Ma i tempi di aggiudicazione della gara non si conoscono e le incognite sono numerose. «Basti pensare – sottolinea ancora Carini – anche alle pressioni politiche e industriali che entreranno in gioco in una partita di questo genere».

«Siamo in una fase di transizione statica – aggiunge Giovanni Cartosio della Fiom – in cui non si producono avanzamenti, anche rispetto agli obiettivi aziendali». Insomma, la provincia con le ali sembra davvero che stia facendo fatica a restare alta nei cieli. Tanto più che il 4 luglio verranno dati ragguagli anche sulla divisione elicotteri.