C’è l’ordine di Matteo Salvini«La Lega lavori per Antonelli»

La Prealpina - 05/04/2016

Ha vinto e sarà il candidato di tutti. Emanuele Antonelli può stare tranquillo: il suo exploit alle primarie del centrodestra non verrà vanificato da colpi di testa della Lega Nord. Perché è vero che qualcuno fra i padani – dopo la sconfitta domenicale di Paola Reguzzoni – ci ha pensato a scovare il pretesto per vanificare l’esito del voto di coalizione, ma sulla faccenda è arrivato l’ordine del gran capo Matteo Salvini: «La Lega rispetta i patti e accetta la decisione della gente, quindi eventuali teste calde vanno tenute a bada», è il tono del messaggio che il leader nazionale del Carroccio ha trasferito ai suoi referenti territoriali.

Tant’è che, nella giornata della riflessione post-scoppola, tutti i protagonisti del movimento scandiscono lo stesso pensiero. A partire dalla stessa Reguzzoni, per proseguire con il coordinatore provincialeMatteo Bianchi («Siamo corretti e quindi sosterremo la candidatura di Antonelli assieme al nostro simbolo»), per finire col referente cittadinoStefano Ferrario. «Non sono deluso perché so che abbiamo fatto il massimo e che la Lega storicamente è abituata a mettere in primo piano un ideale e non una persona, quindi non era facile improvvisare una campagna per le primarie che gioco forza obbligava a puntare su un profilo e non sul movimento», commenta quest’ultimo. «Adesso comunque, dopo settimane in cui non ci siamo risparmiati neppure nel punzecchiarci in coalizione, è l’ora di unire definitivamente le forze e andare a vincere. Anzi, a vincere al primo turno». L’unico discorso che un po’ lo costringe a riaprire la tensione con gli alleati sta nel fatto che certamente il candidato sindaco chiederà di coinvolgere ufficialmente nel gruppo anche la lista civica Busto Grande. «Su questo aspetto – dice Ferrario – il mio pensiero è che finora abbiamo lavorato bene con chi era seduto al tavolo dell’alleanza e che con quelle stesse realtà bisogna andare avanti».

Per Antonelli insomma sarà delicato far digerire l’allargamento della formazione. Intanto però il commercialista spiega: «Ne parleremo più avanti, io credo solo che Busto Grande, come tutti coloro che possono dare un contributo di idee, rappresenti una risorsa. Ricordiamoci che la sfida che ci aspetta con Gianluca Castiglioni e il centrosinistra non è facile. Guai a sottovalutarla». E aggiunge: «Credo comunque che l’abbraccio di domenica sera fra me e Paola simboleggi la voglia di superare tutti i vecchi attriti».

Fatto sta che da Busto Grande spunta subito Antonello Corrado con una rivendicazione: «In questo momento vorremmo solo che tutti ammettessero che la primogenitura sulla figura di Antonelli è nostra. Lo volevamo sindaco già un anno fa, lo vogliamo ancora di più adesso».

Intanto a dare una spinta ad Antonelli arrivano anche le parole del coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia Fabio Fedi che bolla come «un’uscita dettata dall’adrenalina del momento» l’annuncio della fuga dalla coalizione dato domenica dal portavoce bustese Francesco Attolini, chiarendo che «il nostro stile è improntato alla lealtà e la linea del partito intero è ufficialmente quella di sostenere Antonelli, anche se alle primarie abbiamo appoggiato Reguzzoni. Perché adesso l’unico obiettivo è battere la sinistra».

A proposito di Pd, neanche inattese ieri sono arrivate le parole della senatrice Erica D’Adda. Che si è complimentata con Antonelli e ha ribadito la marcata distanza con la sezione cittadina dopo l’indicazione di Castiglioni: «La mancanza di fair play in alcuni commenti di chi le primarie le ha viste fare ma non le ha fatte, mi fanno pensare alla volpe e l’uva».