C’è l’accordo in Ubi «A Varese 25 uscite»

Ubi Banca, il colosso che ha assorbito gli istituti storici del Varesotto, ha firmato un accordo con i sindacati per ulteriori 215 uscite, accogliendo altrettante domande di accesso al Fondo di Solidarietà di settore già presentate in occasione del precedente piano di esodi, che aveva registrato richieste superiori a quelle ammesse. Inoltre, grazie a quota 100, è stata prevista la possibilità di uscita di altre 80 risorse, con accesso diretto alla prestazione pensionistica.

Le uscite inizieranno a maggio e i relativi oneri, pari a circa 64 milioni di euro lordi, saranno contabilizzati nel primo trimestre del 2019. Le sinergie di costo sono stimate in 19 milioni annui.

A fronte degli esodi è previsto l’ingresso di circa 100 nuove risorse entro il 2020. L’accordo rappresenta un’ulteriore fase del processo di razionalizzazione degli organici di Ubi che proseguirà in linea con le previsioni di Piano Industriale. Questi interventi, secondo i sindacati, sanciscono un’operazione di ricambio generazionale dall’elevata valenza sociale e non solo una misura di riduzione degli organici e di contenimento dei costi.

«Esprimiamo soddisfazione per il risultato conseguito che da un lato dà la possibilità a ulteriori 215 lavoratori di accedere al Fondo, dall’altro torna a promuovere la nuova e buona occupazione nel Gruppo Ubi», hanno dichiarato i coordinatori delle sigle sindacali firmatarie (Paolo Citterio, Fabi – Eliana Rocco, First-Cisl – Pierangelo Casanova, Fisac-Cgil – Claudia Dabbene, Uilca-Uil – Natale Zappella, Unisin). «Inoltre – continuano i sindacalisti – ribadiamo la validità del Fondo di solidarietà di settore che, senza costi per la collettività, garantisce una gestione degli esuberi su base volontaria e senza ricadute sociali».

Una vicenda vissuta anche dalla compagine varesina, che ribadisce l’unità sindacale e la tenuta nella difesa dei posti di lavoro. «Sicuramente è stata una settimana importante per il gruppo Ubi – commenta il coordinatore di Fabi Varese Alessandro Frontini -. Sono stati firmati due accordi, il primo relativo al premio aziendale (quindi i buoni risultati del gruppo nel 2018 sono stati poi distribuiti sotto forma di premio sia nella forma welfare sia cash: si parla di una cifra superiore a 650 euro). La seconda intesa riguarda appunto le uscite, con un bacino totale di 300 a fronte di 100 probabili assunti. La provincia di Varese avrà una quota di 25 uscite (900 i dipendenti totali in 90 filiali): la cosa importante è che in questo accordo si stabilisce di non andare soltanto dietro alle logiche organizzative dell’azienda ma anche di colmare le uscite dai vari territori con nuovi ingressi. Si ribadisce ancora una volta quanto sia importante l’utilizzo del fondo di settore, in un momento nel quale noi dovremo andare dai lavoratori per portare le richieste legate al rinnovo del nostro contratto nazionale».