C’è la ripresa, aumentano gli infortuni In nove mesi se ne contano 72 in più

La Prealpina - 28/11/2017

Dall’ultima rilevazione in ordine di tempo targata Inail, relativa ai primi 9 mesi del 2017, emerge un dato poco confortante: crescono infatti sia gli infortuni sia le morti sul lavoro in provincia di Varese. Si erano avuti 7.221 infortuni fino al 30 settembre 2016; quest’anno, invece, nello stesso periodo, nel Varesotto ce ne sono stati 7.293, 72 in più, il che significa un aumento percentuale nell’ordine dell’1%. Capitolo morti bianche: se da gennaio-settembre 2016 erano stati pianti quattro lavoratori, tre uomini e una donna, età media 55 anni, nei primi tre trimestri del 2017 si sono contate sei vittime da lavoro, tutte di sesso maschile, età media 34 anni (quattro morti risultano essere di persone under 20, ndr). Per la cronaca, in questo caso, l’aumento percentuale è maggiore e si attesta attorno al 34%. Purtroppo, però, questa triste contabilità a livello provinciale andrà aggiornata a fine anno, inserendo anche il decesso del titolare di una ditta di infissi di Lonate Pozzolo, che il 22 novembre è rimasto schiacciato mentre scaricava dei materiale da lavoro. Il dato Inail relativo alla Lombardia non si discosta poi molto da quello della provincia di Varese. Anche a livello regionale, quest’anno c’è stato un aumento di incidenti e morti sul lavoro. Nel dettaglio, tra gennaio e settembre gli incidenti sono stati 86.614 (+2,1%). La città metropolitana di Milano è al primo posto per numero di incidenti (29.060 casi, il 33,6% del totale, con un incremento sul 2016 del 3,8%), seguita da Brescia (13,6%) e Bergamo (12%). I casi mortali nello stesso periodo sono stati 94, 16 in più dell’anno scorso (+18%). Anche in questo caso la più colpita è la città metropolitana di Milano (29 casi), seguita dalle province di Brescia (16) e di Bergamo (12). Nei giorni scorsi, Cgil, Cisl e Uil Lombardia hanno riunito a Milano 400 rappresentanti dei lavoratori della sicurezza di tutta la Lombardia. Obiettivo: sollecitare, attraverso un documento unitario, «un forte impegno sindacale e istituzionale sul tema» nel quadro di un’azione coordinata che punti «a rafforzare il sistema della prevenzione in tutti luoghi di lavoro».

«Una battaglia senza tregua»

«Quella per la prevenzione degli incidenti sul lavoro è una battaglia che il sindacato conduce in maniera unitaria e che non ha mai tregua, nemmeno quando i numeri sembrano rallentare. Ancor di più ora che invece i dati ci dicono che gli infortuni sono in crescita». A parlare è Umberto Colombo, segretario provinciale della Cgil, che con i colleghi delle Rsu porta vanti la missione sicurezza. «Purtroppo ciò che emerge dai numeri – spiega – è la conferma del sospetto che noi avevamo nei mesi scorsi. Ovvero, negli anni precedenti abbiamo assistito a un rallentamento del numero di infortuni, è vero. Ma purtroppo la causa era da ricercare nelle conseguenze della crisi economica che ha colpito le aziende di tutti i settori. Ora che, finalmente, vediamo qualche segnale di ripresa anche sul mercato del lavoro, tornano a crescere anche gli incidenti». Insomma, più lavoro equivale a maggior rischio. «Noi dobbiamo puntare innanzitutto sulla prevenzione – spiega ancora Colombo – che però da sola non basta. Ci dobbiamo aggiungere anche la formazione e l’informazione dei dipendenti. È essenziale». . Come del resto, altrettanto necessaria è una stretta collaborazione con gli imprenditori. Un lavoro di squadra, insomma, che può portare a risultati concreti. «Dobbiamo porre molta attenzione a un fatto : gli investimenti in sicurezza non devono venire meno – continua Colombo – cosa che potrebbe anche essere accaduta in seguito alla crisi. La collaborazione delle aziende è fondamentale e va anche a vantaggio dei titolari: i dipendenti non corrono gravi rischi e gli imprenditori non si trovano ad affrontare problematiche controverse».