C’è Black Friday lombardo Ora i saldi partono prima

La Provincia Varese - 13/03/2017

Mesi fa avevano fatto
scalpore le multe comminate
ai negozianti lombardi, di Milano
in particolare, che, come
nel resto d’Italia, avevano
fatto sconti seguendo l’idea
importata dagli Usa di festeggiare
il Black Friday. Questo
accadeva perché in Lombardia
c’è una legge che, per tutelare
il periodo dei saldi postnatalizi,
vieta espressamente
gli sconti a partire da 40
giorni prima dell’inizio dei
saldi natalizi (30 nel resto
d’Italia).
Dopo le proteste dei commercianti
la Regione aveva
promesso che avrebbe messo
mano alla norma e di recente
la commissione alle Attività
produttive ha approvato il
provvedimento che istituisce
il “Black Friday” lombardo.
La proposta di legge che
modificherebbe il testo unico
del commercio sarà quindi
votata in aula. Secondo il presidente
della commissione in
quota Lega Nord Pietro Foroni
«con questo provvedimento
normalizziamo iniziative
che vengono già celebrate sul
territorio ma che, in alcuni
casi, sono state paradossalmente
sanzionate». Il progetto
di legge propone di accorciare
il periodo di divieto di
vendite promozionali nei soli
30 giorni antecedenti alle
vendite di fine stagione, permettendo
così il normale
svolgimento del “venerdì nero”,
che in America cade il
giorno dopo i festeggiamenti
per il “Thanksgiving Day”
dando inizio alla stagione
dello shopping natalizio.
Altro provvedimento
giunto in commissione nei
giorni scorsi è stato l’avvio
della discussione per una
proposta di legge al Parlamento
per introdurre nuove
norme in materia di contrattazione
collettiva decentrata.
Si tratta di un testo, composto
da 6 articoli, che mira
alla determinazione dei minimi
salariali a livello regionale
e aziendale. Il punto di
partenza è che «mantenere la
centralità del contratto nazionale
anche nella determinazione
dei salari minimi
non tiene conto delle differenze
connesse al potere
d’acquisto da Regione a Regione
con conseguente ingiusto
squilibrio del salario
reale», recita la relazione.
Mentre Foroni ha spiegato
che «il decentramento delle
contrattazioni collettive ha
come obiettivo l’uguaglianza
sostanziale attraverso la verifica
del potere reale di acquisto
ed un altro aspetto
fondamentale è la volontà di
ancorare la retribuzione a coefficienti
di produttività».
Nella relazione che accompagna
la proposta di legge
è riportato che secondo
una ricerca della Fondazione
Rodolfo Debenedetti, svolta
nel 2014 dagli economisti Tito
Boeri della Bocconi, Andrea
Ichino dell’Istituto universitario
europeo ed Enrico
Moretti dell’università californiana
di Berkeley, un cassiere
di banca di Milano con
cinque anni di anzianità guadagna
uno stipendio nominale
superiore a quello di Ragusa
del 7.5%. Considerata la
differenza del costo della vita
lo stipendio reale del bancario
è inferiore del 27.3% rispetto
a quello del collega siciliano.