Cattaneo e Maroni, la strana coppia

La Prealpina - 19/11/2016

La fotografia della Prealpina di giovedì che li ritrae seduti accanto, sorridenti e partecipi, sul treno per la galleria del Gottardo sembra essere un’anticipazione del sodalizio che sta, starebbe, potrebbe o sarebbe già nato. Bobo Maroni e Raffaele Cattaneo, rispettivamente governatore lombardo e presidente del consiglio regionale, assieme alle elezioni del 2018? Per il momento è soltanto una voce, che Cattaneo si è affrettato a smentire, ma c’è chi lo colloca in cima alla lista Maroni, che tre anni e mezzo fa fece il pieno di consensi e che, sempre secondo le anticipazioni, sarebbe pronta a ripresentarsi al giudizio degli elettori tra poco più di un anno. Con il presidente del consiglio a fare da apripista. Un autorevole giornale come Il Foglio parla addirittura di “proposta indecente”: Cattaneo, plenipotenziario dei centristi lombardi, alleato del partito di Matteo Salvini che, come noto, vede Alfano e compagnia cantante al pari del fumo negli occhi. Ma una cosa è il versante nazionale, un’altra quello territoriale. Del resto, certi movimenti e riposizionamenti sono qualcosa più di semplici segnali. Il gruppo del Nuovo centrodestra a Palazzo Pirelli si fa ora chiamare Lombardia Popolare. E gran parte dei suoi componenti è orientato a votare No al referendum costituzionale. Tra loro c’è, manco a dirlo, Cattaneo. Se aggiungiamo come in più occasioni egli si sia espresso con entusiasmo a favore del cosiddetto modello Lombardia, cioè la coalizione di centrodestra che governa la Regione, le somme sono presto tirate. Supposizioni? Può essere, ma tutto porta a ritenere che siano davvero in atto grandi manovre politiche per riproporsi alle urne con forza trainante e, possibilmente, vincente. Raffaele Cattaneo potrebbe bussare alla porta dei berlusconiani, da dove se andò sbattendo la porta. Verrebbe di sicuro ripreso a bordo. Ma finirebbe nelle retrovie. Meglio, molto meglio affiancarsi a Maroni, leghista moderato, portabandiera della Lega di governo rispetto al lepenismo salviniano. Una scelta più sicura in confronto a qualunque altra soluzione; sicura in una prospettiva vincente, se non dello schieramento perlomeno per quanto riguarda i consensi personali e di lista. Più che una proposta indecente è un’idea d’opportunità; una “strana coppia” al di sopra delle ideologie, com’è oggi tutta la politica. Il Foglio considera addirittura i centristi il braccio armato del governatore in Regione, a discapito della pur potente pattuglia di Forza Italia. Che sia vero è tutto da dimostrare. Che tra i varesini Maroni e Cattaneo il feeling politico e amministrativo sia evidente non lo può negare nessuno. Persino o nonostante le smentite che adesso fioccheranno. Anch’esse per una questione di calcolata opportunità. Almeno fin dopo il 4 dicembre.