Cassano Magnago Giro d’Italia, servono sponsor

lungo percorso per portare in città una tappa del Giro d’Italia è iniziato. Come annunciato dal sindaco, Nicola Poliseno, alla festa per i 25 anni del Velo Club Cassano Magnago 1992, la richiesta per l’edizione 2019 della corsa rosa è stata presentata a Rcs, società che organizza la competizione. Sull’esito della domanda c’è un cauto ottimismo, ma nulla è scontato. Sono tanti i tasselli da collocare al posto giusto e, naturalmente, serve un po’ di fortuna.

Dal punto di vista sportivo, la città ha le carte in regola per ben presentarsi, grazie alla Società Ciclistica Cassanese, al Gruppo Sportivo San Pietro e al citato Velo Club. Un buon biglietto da visita, impreziosito dal legame forte di Cassano con campioni come Ivan Basso o il compianto Wladimiro Panizza. Tradizione, cultura e passione ciclistiche, però, non bastano. Ottenere una tappa costa. Quanto? Impossibile dirlo a priori. In generale, l’operazione più onerosa, e più prestigiosa, è quella che vede la stessa città ospitare un arrivo e una partenza. Importi decisamente inferiori servono, a scalare, per avere il solo traguardo finale o il solo inizio di tappa. Da una veloce ricerca (ma i dati raccolti da Business insider sono parziali) l’esborso più ricorrente per gli arrivi è di 60mila euro. Ma si può arrivare ai 120mila euro più Iva messi sul piatto da Tortona, comune di dimensioni paragonabili a Cassano, per la tredicesima tappa 2017. In ogni caso gli accordi, che vanno contrattati con Rcs, sono soggetti a numerose variabili. Come possono i comuni affrontare simili costi, in un periodo di ristrettezze? Per restare all’esempio di Tortona, metà dell’esborso è stato coperto da Regione Piemonte, la quota spettante al Comune è stata pagata dallo sponsor principale, gli eventi collaterali da cinque sponsor minori, con l’aggiunta di un finanziamento accordato da una fondazione.

Anche per Cassano diventa fondamentale, quindi, coinvolgere e motivare le aziende, dalla grande realtà commerciale alla piccola impresa familiare. «Dati alla mano – spiega il sindaco, Nicola Poliseno – l’indotto creato dalla corsa è tale che vale la pena investirci. Non dimentichiamo che la corsa sposta centinaia di persone legate all’organizzazione e migliaia di appassionati. Con ovvie ricadute sulle strutture d’accoglienza e sul commercio. In generale, il Giro è una vetrina promozionale dei territori che tocca, quindi l’intera città avrebbe un beneficio.

Speriamo di portarlo qui a costo zero per il Comune». Partner, anche importanti, disposti a sostenere il progetto, dunque, dovrebbero essercene. Anche grazie al sostegno e alla collaborazione che verosimilmente arriveranno da un campione come Ivan Basso. «L’idea – auspica Poliseno – è che alla fine dell’intera operazione resti qualcosa alla città. Penso, in particolare, a una pista specificamente dedicata agli allenamenti dei ciclisti più piccoli». Siamo solo all’inizio, il traguardo è lontano. Ma lo si vede distintamente e Cassano sta iniziando a pedalare.