Casbeno blu di rabbia«Le attività soffriranno»

La Prealpina - 30/08/2017

«Molti di noi sono tornati dalle vacanze con questa brutta sorpresa alla riapertura: siamo nel paese dei Puffi». A parlare, fra ironia e amarezza, è Sara Michetti, che con Emiliano Dellavalle gestisce il Cafferino vicino alla stazione Trenord ed è portavoce dei commercianti di Casbeno. Proprio non le vanno giù quelle strisce blu che hanno letteralmente invaso la castellanza, azzerando di fatto il parcheggio libero e rendendolo a pagamento in ogni via. Una rivoluzione copernicana che ha scatenato la rabbia di residenti e negozianti, abituati a contare sugli stalli bianchi (fra i pochi superstiti in città) in una zona molto frequentata, fra scuole, Questura, Prefettura, Provincia, Poliambulatorio dell’ospedale, pubblici esercizi e uffici.

«Chi è tornato in queste ore è rimasto sconvolto perché è mancata l’informazione, anche se l’assessore Civati si è mostrato subito ben disposto ad ascoltarci – ammette la titolare da dietro al bancone del bar -. Fino a ieri le strisce della stazione erano bianche, ora sono tutte blu, per giunta riservate ai pendolari con abbonamento. Un doppio danno che riguarda sì la clientela ma anche chi qui lavora». Per questo motivo oggi gli esercenti si troveranno nel locale per un summit riservato in cui metteranno sul piatto problemi e proposte.

«E pensare che chi ha fatto partire delle attività vent’anni fa ha dovuto dimostrare di avere vicino a sé almeno 5 posti liberi, che ora vengono portati via – ribadiscono i gestori -. Anche i pendolari dovranno fare richiesta di abbonamento, versando 25 euro al mese senza la garanzia però di trovare posto. Non resta che il multipiano della Provincia in via Trentini, che troppo spesso diventa una giungla nonostante sia comodo per quei 2 euro complessivi per tutto il giorno». Eccolo, un altro nodo del nuovo Piano della mobilità “VaresesiMuove”: anche chi chiederà i pass, gratuiti o a pagamento a seconda delle categorie, non avrà garanzia di trovare posto. Senza contare la fatica di effettuare le piccole commissioni: «Servirebbero dei posteggi gratuiti per chi deve solo fermarsi un attimo per un caffè o per prendere il pane – suggerisce Sara Michetti -. Così altrimenti si rischia di togliere lavoro alle tante piccole e medie imprese che hanno bisogno della sosta breve. Vorrei sapere con che coraggio si apriranno delle nuove attività in zona. I risultati li vediamo già adesso che il cambiamento non è ancora ufficiale: si paga da metà settembre o da quando installeranno i parcometri, ma la gente se ne va. Casbeno si è già svuotata».

Il malcontento è palpabile anche se con qualche sfumatura: «Per la mia attività non ci saranno grandi cambiamenti, ma molti imprenditori sono arrabbiati – spiega Claudio Abbiati, gommista -. I colleghi erano abituati a lasciare per primi le loro auto qui, ora dovremo cambiare anche le nostre abitudini. Ma che ci possiamo fare? Nulla…». Il cartolaio è di fianco a Villa Recalcati da 31 anni, come recita il cartellone alle sue spalle: «Ne abbiamo digerite tante, noi italiani urliamo ma poi ci abituiamo a tutto – dice Gianfranco Galante -. Ma non vediamo tutto nero: forse questa novità favorirà il ricambio e incrementerà il passaggio, almeno così speriamo. Vediamo come andrà a finire e come reagirà la gente prima di gridare».

«Era un rione sotto assedio»

 

«Una regolamentazione era necessaria perché i commercianti per primi ci avevano chiesto di intervenire contro il parcheggio selvaggio: Casbeno non poteva più sopportare questo traffico a tutte le ore e la cronica mancanza di posti. Era un rione sotto assedio delle auto».

L’assessore ai Lavori pubblici Andrea Civati difende il Piano della mobilità “Varese si muove”, garantisce ascolto a tutti, residenti e commercianti, ma avverte: «Indietro non si torna, non prevediamo grandi stravolgimenti. Penso che si sia capito lo spirito del progetto, per questo abbiamo voluto incontrare già le persone del posto. Possiamo venire incontro a tutti, spiegando i dettagli tecnici. In caso di criticità ci attiviamo, come è successo per alcune famiglie di via Daverio che si sono viste inizialmente negare il pass residenti: ma saranno ricontattate, ne hanno diritto. Ho appurato con gli uffici comunali che si è trattato al massimo di 4 o 5 casi: ma è stato un errore di valutazione, in realtà anche se la via non ha stalli blu chi vive nelle immediate vicinanze ha diritto ad avere l’agevolazione. Le questioni risolvibili si affrontano, i problemi possono esserci davanti a un quadro complesso, ascolteremo chiunque ci ponga delle domande. Ma ripeto, il piano non verrà snaturato».

Difficile, del resto, pensare che dopo aver tinteggiato di blu strade e stradine si decida di dare un colpo di spugna. La novità è ormai definitiva. Presto, intorno alla metà di settembre, quando saranno installati i parcometri, si pagherà: per ora, invece, si può parcheggiare liberamente senza rischiare la multa. Dal 21 agosto scorso è attivo lo sportello comunale specifico all’Anagrafe per il rilascio dei pass dedicati a residenti o degli abbonamenti per pendolari e utenti frequenti.

Chi abita in una delle strade in cui la sosta è o sarà a pagamento e non possiede un garage o un posto auto, potrà richiedere un permesso di sosta gratuito e illimitato, esteso a sei vie limitrofe (dal secondo permesso in poi si paga da 120 a 360 euro). Il pendolare potrà avere l’abbonamento mensile al costo di 25 euro. L’utente frequente l’abbonamento mensile a 55 euro (275 euro per il semestrale e 550 euro per l’annuale).