Casa Macchi, 2 milioni dalla Regione

La Prealpina - 21/12/2016

Poco oltre l’atrio che conduce alle numerosissime stanze della dimora, su un tavolino tondo, ben piegate, ci sono alcune copie del Corriere che sembrano aspettare di essere lette. Alle pareti stampe pregiate che riproducono uccelli e scene di caccia, ma anche disegni e qualche caricatura. I mobili raccontano di una vita molto agiata con tanti libri a fare da contorno, arazzi e quadri di ottima fattura. Le camere da letto hanno i letti alti, come andava una volta, i piumoni ben stesi e vicini tutti gli accessori che servivano a rendere la stanza un piccolo e confortevolissimo appartamento nell’appartamento.

Il tempo è come se si fosse fermato a Casa Macchi, fregandosene dei cambiamenti avvenuti tutto intorno e proprio per questo conferendole un’atmosfera quasi magica e fortemente evocativa. La splendida dimora morazzonese, a pochi passi dalla chiesa di Sant’Ambrogio, ieri mattina ha riaperto per un giorno i battenti in occasione della presentazione del progetto di riqualificazione e rivitalizzazione del centro storico che insieme al restauro e alla valorizzazione della villa dovrà costituire il volano di rinascita per il piccolo paese del Contado. Sala Mazzucchelli gremitissima per la presentazione alla cittadinanza alla quale hanno partecipato oltre al sindaco Matteo Bianchi e al Governatore lombardo Roberto Maroni, l’assessore regionale alla cultura Cristina Cappellini, gli storici locali Giuseppe Armocida e Diego Dalla Gasparina, il vicepresidente del Fai Marco Magnifico, il consigliere comunale morazzonese alla culturaMartina Sarraggiotto e l’assessore regionale al Reddito di autonomia Francesca Brianza. «Il tentativo che parte da Casa Macchi – ha spiegato Bianchi – è di dare valore a tutto il centro storico del paese. E iniziando proprio da un bene culturale ritengo si tratti di un aspetto completamente nuovo che potrà servire a combattere il processo di spopolamento dei centri storici che stanno attraversando numerosi comuni italiani». Il progetto avrà un valore complessivo di oltre 4 milioni di euro. Regione Lombardia interverrà con un contributo di 2 milioni di euro ripartiti a metà fra Comune e Fai. L’amministrazione morazzonese metterà a punto il nuovo arredo urbano, viabilistico e infrastrutturale del centro, per renderlo più attrattivo in termini turistici e creare nuove opportunità imprenditoriali. Il Fai, divenuto proprietario di Casa Macchi per il lascito di Marialuisa Macchi, si occuperà invece del recupero della dimora: questa però non dovrà essere solo un museo ma un luogo aperto e fruibile a cittadini e visitatori tanto è vero che nei piani è prevista la realizzazione di una nuova merceria proprio accanto alla villa, che oltre a proporre aghi, fili e nastri, servirà da biglietteria per accedere alle stanze della villa.

Ma il grosso significato dell’operazione è legato alle “radici” culturali di un paese e del suo territorio come ha ben evidenziato il Governatore Maroni: «La Lombardia – ha osservato ricordando che proprio martedì in giunta è stata approvata una delibera in cui si stanziano 30 milioni di euro per evitare che i giovani ricercatori vadano a cercar lavoro all’estero e per favorire il ritorno di quelli che già ci sono – è una terra naturalmente proiettata verso il futuro, siamo la prima regione in Italia per numero di start up innovative, i primi per la ricerca applicata e per aziende che si occupano di nuove tecnologie. Siamo ‘avanti’, ma proprio per questo non dobbiamo dimenticare la nostra storia, le nostre tradizioni, le nostre radici. Stiamo lavorando proprio in questa direzione: tenere insieme passato e futuro. Con il Fai c’e’ un grande lavoro di squadra che funziona in maniera magnifica».