Casa e lavoro: è fuga in Canton Ticino

La Prealpina - 18/01/2018

Lasciare la città natia per cercare fortuna all’estero, magari nella vicina Svizzera, che è sempre più allettante non solo come zona di lavoro ma anche di residenza. È proprio la Confederazione elvetica la meta più ambita dai tanti concittadini emigrati: vi si sono trasferite 17.730 persone, il 33% dei varesini iscritti all’Aire, l’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero.

A certificarlo è un’elaborazione dell’ufficio studi della Camera di commercio di Varese disponibile sul portale www.osserva-varese.it. Ebbene, sono oltre 53mila i varesini che si sono trasferiti all’estero e che risultano iscritti all’Aire a fine 2016. Un dato che colloca Varese al 31° posto tra le province italiane con maggior numero di fuoriusciti. Se però lo stesso dato viene ponderato sulla base della popolazione, la nostra provincia si pone solo al 69° posto sulle 110 italiani, con un’incidenza pari al 6% sul totale dei residenti.

In cima alla classifica svettano i territori siciliani, dove questa percentuale tocca addirittura quota 45% (Enna) e 35% (Agrigento) ma la stessa Lombardia segna una crescita del fenomeno, con Sondrio all’12,8% (23esimo posto in Italia) seguita da Como con il 7,7% e appunto Varese col 6%.

I varesini in fuga sono cresciuti del 64% negli ultimi dodici anni, passando dai 32.360 del 2005 ai 53.043 nel 2016. Nei soli ultimi dodici mesi presi in considerazione dall’analisi l’incremento è stato del 5,4%, pari a 2.700 unità in valore assoluto.

Su questo dato, naturalmente, incide anche la vicinanza con il confine: la Svizzera infatti è al primo posto per numero di varesini che hanno preso casa oltre frontiera. Un fenomeno in crescita negli anni recenti: sono sempre più numerose, infatti, le aziende rossocrociate che pongono il trasferimento come condizione per proseguire il contratto. Così molti ex frontalieri diventano svizzeri acquisiti, trasferendo spesso l’intera famiglia, pur di non perdere un posto di lavoro sempre molto ambito.

Tra le altre destinazioni, poi, seguono Argentina e Uruguay (8.244 e 3.321); Regno Unito (3.095), Francia (2.987), Germania (2.598) e Spagna (2.498), tra le prime europee, e gli Usa (2.038).

L’aumento maggiore è stato registrato per lo stock presente nel Regno Unito, +62,3% negli ultimi quattro anni.

Prosegue poi l’interesse verso l’Australia (+31,4%) e la Germania (+30%), nello stesso lasso di tempo. Sebbene su numeri sensibilmente inferiori, vale la pena segnalare la crescita degli Emirati Arabi Uniti: +131% dal 2012. Segno che il fascino di Dubai e le alte aspettative di crescita di quel mercato sono sufficienti per lasciare la Città Giardino, almeno per un certo periodo. Uno sguardo, infine, alle caratteristiche dei varesini all’estero dice che a trasferirsi sono in prevalenza uomini (52,3%), adulti in età da lavoro (43% tra i 35-64 anni) e che in maggioranza arrivano dai comuni più popolosi della provincia (Varese con 5.719, Busto Arsizio con 2.815, Gallarate con 2.345) ma anche da quelli vicini al confine (Luino 2.001 e Lavena Ponte Tresa 1.564).