Carrozzieri: meno clienti e calo degli assicurati

La Prealpina - 18/01/2017

Terza puntata sui mestieri che, secondo il Financial Times andranno a sparire da qui a vent’anni e stavolta si parla dell’indotto che creano gli incidenti stradali. Il giornale inglese ha ipotizzato che, con l’evoluzione dei veicoli e, addirittura l’arrivo della guida col pilota automatico, saranno eliminati tutti o quasi gli schianti. Di conseguenza le due professioni a rischio maggiore sono i carrozzieri e gli assicuratori di polizze Rc auto anche se, come sappiamo bene in Italia, quando avviene uno schianto, spesso il giro d’affari che si crea coinvolge pure altri professionisti in grado di entrare in un sistema particolarmente lucroso: avvocati, ortopedici, medici legali, fisioterapisti, periti, eccetera eccetera.

Restando sui due principali mestieri ipoteticamente in pericolo secondo il Financial Times e calandosi sulla realtà varesina, ci sono conferme e sfumature diverse sul futuro dei lavori legati agli incidenti: «Sicuramente – spiega Roberto Bernasconi, funzionario di Cna per il settore delle autoriparazioni – il calo dei sinistri è determinante e i carrozzieri stanno registrando meno lavoro. Non solo: mentre una volta c’erano i soldi anche per lucidare l’auto una volta l’anno, adesso anche in caso di piccole riparazioni, si preferisce tenere l’auto così com’è, piuttosto che spendere una cifra modesta. Il suggerimento per gli imprenditori è di diversificare, per esempio, fornendo il servizio di cambio delle gomme invernali ed estive». Sul campo vi è la stessa sensazione di un mercato in difficoltà anche se, ovviamente, un mondo con meno incidenti, feriti e morti, sarebbe decisamente migliore nonostante i risvolti economici per certe categorie: «Confermo – dice Roberto Mantiero, rappresentante dei carrozzieri per Cna – che il volume di affari è decisamente calato ed è così da dieci anni, in contemporanea con le innovazioni nella costruzione dei veicoli. E il futuro va sempre più sul cosiddetto “usa e getta” perché ormai le vetture sono costruite con materiali compositi per cui, in caso di rottura, non si aggiusta, ma si cambia direttamente tutto il pezzo». Risultato: mentre una volta il 70% delle spese finiva nella manodopera del carrozziere, ora questa percentuale è scesa al 30% e il resto rappresenta il costo del pezzo di ricambio. «Di conseguenza – aggiunge l’imprenditore di Cassano Magnago – per noi il lavoro è sensibilmente calato ma, in molti casi, il costo della riparazione è aumentato. Non solo: i sinistri si sono dimezzati e quindi in Italia su 19.000 imprese hanno chiuso in 3mila. A Varese stiamo tenendo, ma i volumi sono calati e di parecchio».

Più ottimista Giancarlo Calcaterra, responsabile del settore assicurativo per Aime: «Le innovazioni di sicurezza sulle auto – dice – incideranno sui premi, ma non credo che gli incidenti diminuiranno più di tanto. L’unico problema che notiamo (confermato anche da diversi dati forniti dalle polizie locali del Varesotto, ndr) è che stanno aumentando esponenzialmente i non assicurati». Di certo resta il problema dei costi esorbitanti delle Rc auto italiane: «Le assicurazioni sono care – sottolinea Calcaterra – perché la gente se ne approfitta e le assicurazioni sono degli istituti privati che devono realizzare degli utili. Di conseguenza i premi sono molto elevati a causa dei molti sinistri combinati. Comunque anche in Italia qualcosa sta cambiando con tariffe flessibili in base a diversi parametri».