«Caro Delrio, siete bancomat solo a sud»

La Prealpina - 13/04/2016

Sulla Pedemontana il ministro Delrio ha detto che lo Stato non è un bancomat? Magari lo dicesse anche per la Salerno-Reggio e per tutte le altre autostrade, superstrade, raccordi che sono gratis a differenza di quanto avviene in Lombardia. Se fosse così mi starebbe bene, ma non è così e questo non va bene». Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni a margine dell’inaugurazione del Salone del Mobile. Il commento del governatore arriva a distanza di un giorno dalle dichiarazioni del ministro delle Infrastrutture arrivato a Monza per incontrare i sindaci della Brianza e fare il punto della situazione sull’autostrada Pedemontana Lombarda. Delrio ha ribadito il concetto già espresso anche dal sottosegretario di Stato Luca Lotti: non stanziare altri fondi su Pedemontana e rifare il piano economico finanziario. «Miriamo a non aggiungere ulteriori contributi pubblici – ha detto Delrio- che sono già molto robusti. Lo Stato non può essere un bancomat, se l’opera è stata pensata con previsioni di traffico sbagliate, noi o i cittadini non possiamo mettere i soldi, non funziona così». Quindi «se c’è da revisionare, come mi pare di capire, è da fare, per avere un closing finanziario, è compito non del governo ma dei concessionari fare delle proposte». Proposte che poi «il governo esaminerà». Alla domanda se i soldi sono finiti, Delrio ha replicato che «ne abbiamo stanziati tanti, 1,2 miliardi su un totale di 4,15 più 800 milioni di defiscalizzazione. Sono tanti soldi e cerchiamo di andare avanti con quello che c’è». Intanto la situazione di Pedemontana resta sospesa: c’è la certezza che i dipendenti di Strabag – la società che sta realizzando l’opera – sono stati licenziati e con i sindacati saranno ricevuti domani nella commissione lavoro regionale.

Il ministero ha presentato le “Strategie per le infrastrutture di trasporto e logistica del Ministero delle infrastrutture e trasporti” con un “approccio nuovo” alla realizzazione delle opere per rispondere alle criticità del sistema infrastrutturale allegato al Def 2016. Tra i target fissati: +30% di popolazione servita dall’Alta Velocità entro il 2030; massimo 2 ore per accedere a porti ed aeroporti; ripartizione modale della mobilità urbana con 40% trasporto pubblico e 10% mobilità ciclo-pedonale; +20% di chilometri di tram/metro per abitante in aree urbane; +50% trasporto ferroviario merci entro il 2021.