Cargo City rivolta a Oriente La merce passa tutta da qui

La Prealpina - 12/04/2021

 Soddisfazione e apprensione: sono le reazioni contrastanti che provoca lo sviluppo del settore merci di Malpensa. La seconda è provata soprattutto dai movimenti ambientalisti e dai cittadini che risiedono nelle aree intorno all’aeroporto, a causa dell’ampliamento della Cargo City e dei relativi voli. Fattori che comportano ovvie conseguenze in termini di consumo di suolo, nonché di inquinamento atmosferico e acustico. La soddisfazione è invece di Sea, oltre che di molte aziende straniere che hanno deciso di investire in brughiera. Quest’ultimo aspetto comporta inoltre possibilità di lavoro e sviluppo industriale per il territorio.

Tale fermento non è sfuggito a Confetra (Confederazione generale italiana dei trasporti e della logistica), che ha svolto un focus su Malpensa (e Fiumicino) nell’Almanacco 2021 della logistica uscito pochi giorni fa. È una raccolta di dati del settore nell’anno della pandemia e della crisi economica, senza dimenticare la Brexit e il cambio di presidenza negli Stati Uniti.

Su circa 800mila tonnellate di merci movimentate in tutta Italia, oltre 500mila sono passate per la Cargo City (Fiumicino si ferma a poco più di 70mila). A queste statistiche (invero già note), se ne aggiungono di ulteriori a oggi non evidenziate.

Vi sono così i dati relativi ai principali partner (gli scali con i quali sono intercorsi i maggiori scambi). Guida Abu Dhabi, con il quale si registra un +102,9 per cento rispetto all’era pre-Covid (17.999 tonnellate di merci movimentate). Seguono Londra (23.739, +76,5%), Madrid (6.441, +36,2%) e Seoul (30.923, +23,2%). Tra le altre destinazioni sono presenti: per l’Europa Lussemburgo, Mosca e Krasnoyarsk (Russia); per gli Usa Chicago, Memphis e New York; per l’Asia Baku, Doha, Dubai, Hong Kong e Zhengzhou (Cina).

Registra, inoltre, un significativo aumento il full cargo, ossia il movimento con aerei adibiti al solo trasporto merci (399.836 tonnellate, +12,8%), a fronte dell’arretramento (58.882, -65,8%) di quello con aerei di linea. E questo si spiega con il calo del trasporto passeggeri dovuto alla pandemia. I corrieri, con 52.574 tonnellate, segnano un +186 per cento rispetto al 2019: un dato che va letto alla luce dei recenti investimenti operati da molte multinazionali.

Nel report vi è spazio per un confronto con l’Europa. Francoforte è lo scalo che ha movimentato più tonnellate: 1.856.965, seguito dal Charles de Gaulle di Parigi (1.636.428). Entrambi hanno riportato però rispettivamente un -7,4 per cento e un -15 rispetto all’epoca pre-pandemia. Crescono Lussemburgo (poco più di 900mila tonnellate, +6,2%) e Liegi (1.113.990, +23,5%).