Cargo city, 35mila euro agli stranieri licenziati

La Prealpina - 05/06/2017

Il licenziamento di Ahmed Nasir, Takja Muharrem e altri tre stranieri impegnati con mansioni differenti alla Cargo city di Malpensa divenne un caso che attirò l’attenzione anche dei media nazionali. Vennero allontanati un anno e mezzo fa in quanto la scarsa conoscenza della lingua italiana non avrebbe garantito una prestazione lavorativa in adeguate condizioni di sicurezza. Peccato che il primo lavorava a Malpensa da 12 anni con mansioni di magazziniere, il secondo da 8 come addetto alle pulizie. E così, dopo aver vinto a più riprese nelle aule di tribunale, con tre decisioni di tre giudici differenti che hanno ordinato la riammissione al lavoro in quanto il licenziamento era illegittimo, ora la loro battaglia è arrivata al capolinea.

Cub Trasporti, il sindacato che ha affiancato sin dal primo istante quattro delle cinque persone coinvolte, rende noto infatti che i suoi iscritti hanno accettato dal datore di lavoro, la New Cargo Logistics (l’ultima di una lunga serie di cooperative che negli ultimi anni sono passate dai magazzini Alha) una buonuscita da 35mila euro lordi (30mila netti) che si va ad aggiungere alla Naspi. Non sono dunque tornati al loro posto, ma hanno accettato dei soldi.

Di certo nel loro Paese d’origine (due sono pakistani, uno è egiziano e il quarto è albanese) hanno un potere d’acquisto notevolmente superiore, tanto che tutti hanno accettato la risoluzione del contratto piuttosto che incaponirsi in un reintegro che Ncl, in tutto questo tempo, ha sempre mostrato di mal digerire. Già un anno fa, infatti, la presidente della cooperativa Marika Mungo contestò pubblicamente la decisione del tribunale.

«Può un giudice – disse allora – obbligare un datore di lavoro a derogare a una norma che prevede di assumersi una responsabilità penale e una amministrativa? Penso che sentenze di questo grado e orientamento confondano le idee e non diano un buon insegnamento ai lavoratori».

Con i 35mila euro di buonuscita a ciascun lavoratore, Renzo Canavesi della Cub Trasporti si dichiara soddisfatto: «Noi abbiamo sempre ritenuto il reintegro sacrosanto e abbiamo combattuto per questo obiettivo, ma poi abbiamo lasciato a ognuno dei nostri iscritti la libertà di fare la propria scelta. Hanno accettato la proposta aziendale? Lo capisco, dunque va bene così».