«Cantello ha ragione»La Svizzera lo riconosce

Hanno dovuto attendere oltre un anno, gli amministratori di Cantello, per avere una risposta ai due ricorsi presentati per conto della cittadinanza davanti al tribunale elvetico.

Affidandosi a uno studio legale di Lugano, la richiesta era in particolare una: sapere quali saranno gli sviluppi futuri del frantoio per triturare il materiale inerte, collocato dagli svizzeri giusto sulla porta di casa di una ventina di famiglie di Gaggiolo. Un disagio non da poco, che crea rumore e polvere e che i cittadini ovviamente malsopportano. «La risposta è arrivata, dal Tribunale Cantonale Amministrativo (Tram) sotto forma di sentenza, ed è a favore dell’Italia – annuncia subito il segretario dell’associazione Vivere Gaggiolo, Valerio Ostinelli, sodalizio che ha affiancato l’amministrazione da subito in questa battaglia – L’esposto ha di fatto ttenuto i pareri positivi del Tram, ricacciando quindi indietro il Puc (Piano unico Cantonale) presentato dal Canton Ticino». Questa decisione apre nuovi scenari sui rapporti transfrontalieri. Ostinelli non vuole aggiungere di più, anche perché proprio a questa sentenza favorevole è dedicata una parte dell’assemblea pubblica organizzata dal Comune e dall’associazione stessa, prevista per il 14 aprile prossimo alle 18 all’oratorio di Gaggiolo in via Elvezia, alla quale sono invitati tutti i cittadini.

Al tavolo dei relatori siederanno il sindaco nonchè presidente della ProvinciaGunnar Vincenzi, il direttore dei lavori Italfer Andrea Pauri, e il direttore tecnico della ditta Salcef, Bruno Giovannini, azienda che realizza l’Arcisate – Stabio. E questo in quanto l’altro punto all’ordine del giorno dell’assemblea è sia la ripresa dei lavori sia le deviazioni e la tempistica previste nella realizzazione della tratta ferroviaria che unirà la Svizzera centrale al Varesotto e a Malpensa.

«La realizzazione, come è noto, non è ancora conclusa, ma ci si augura che lo sia a breve, anche perché i disagi sopportati dalla popolazione sono tanti – riprende Ostinelli – I tecnici presenti saranno in grado di dare anche su questo delle risposte».

Per quanto riguarda il frantoio degli inerti, i ricorsi vertevano sia sull’ubicazione del frantoio sia sull’avanzamento della tappa 3 della discarica, e cioè quella finale, che dall’Italia si vede meno delle altre, ma che in realtà a livello di polveri provoca un rischio maggiore.

«La novità che sarà approfondita nell’assemblea è proprio il fatto che il tribunale elvetico in pratica dà ragione a Cantello – conclude Ostinelli – E questo avviene grazie a un accordo europeo firmato in Finlandia, ad Espoo, e recepito nel 1997 anche dal Canton Ticino».