Cantello Frantoio, la Svizzera tace

La Prealpina - 19/06/2017

L’associazione Vivere Gaggiolo, che è al fianco del Comune di Cantello nella spinosa vicenda del frantoio di inerti a pochi passi dal confine elvetico, ha incontrato sabato il vicesindaco, Clementino Rivolta, che con il primo cittadino Gunnar Vincenzi è al corrente della situazione. Ed è il presidente dell’associazione, Sergio Burtini, a riepilogare a che punto è arrivata la vicenda che lascia tutti gli abitanti della zona con il fiato sospeso: l’ufficio cantonale ha chiesto nello scorso mese di aprile un «accordo politico» al Comune di Cantello per realizzare l’impianto. Si tratterebbe, nelle loro intenzioni, di un frantoio per gli inerti da cinquemila metri cubi l’anno di materiale di scarto dell’edilizia elvetica da triturare in Italia. E proprio per questo gli svizzeri non vogliono saperne di rinunciarvi, anche se sorge a due passi dalle case di Gaggiolo: se realizzato, come i cittadini ben sanno e temono, esso farebbe aumentare l’inquinamento di polveri e mezzi pesanti, in una zona che è già fortemente penalizzata dal passaggio continuo di auto dei frontalieri. Non solo: con l’avvio della ferrovia Arcisate-Stabio, c’è da prevedere un aumento consistente di automezzi, quindi in definitiva un’impennata dell’inquinamento, anche acustico.

Così la risposta che i cantellesi attendono è quella alle loro osservazioni, rigorosamente presentate alla Confederazione entro il termine previsto, ossia 30 giorni dal 6 di aprile. In quella data in municipio era pervenuta la richiesta di accordo politico.

«Il Comune ha inviato le osservazioni entro il 6 maggio, attivandosi nei termini previsti – precisa Burtini – Ma da parte svizzera ancora non è arrivato nulla e siamo in attesa che giunga un riscontro: per ora tutto tace». Nel momento in cui le risposte dal Canton Ticino arriveranno, andranno vagliate. E non solo. «Non si tratterà solo di un discorso esclusivamente amministrativo, perché è nostra intenzione, come associazione, organizzare una riunione aperta ai cittadini e ai frontalieri in oratorio: lo avevamo già fatto in passato, lo rifaremo, perché riteniamo che sia essenziale mettere al corrente tutti degli sviluppi che la vicenda frantoio assumerà».