Cancro, guarire si può

Dal cancro si può guarire. La vita diventa più lunga, le medicine più efficaci, anche quando la salute e i sogni si spezzano di fronte a un “brutto male”. A distanza di poche ore dall’addio a un sommo dell’oncologia, il professor Umberto Veronesi, Varese ricorda le tappe nella clinica e nella cura raggiunte grazie a una rete di professionisti della salute, alle terapie target e all’immunoterapia. E se è vero che ancora nel territorio provinciale si ammalano di tumore seimila persone l’anno, se è vero che all’oncologia medica dell’Asst Sette Laghi, all’ospedale di Circolo, si contano milleduecento nuovi pazienti l’anno con un tumore allo stadio avanzato curato in Oncologia medica, è anche vero che le possibilità di guarigione sono notevoli.

Si parla del 20-40 per cento di pazienti che hanno sconfitto tumori aggressivi e a uno stadio avanzato. I risultati più sorprendenti si sono avuti per il melanoma metastatico, ma anche per il tumore al rene e al polmone. Ieri alle Ville Ponti si è discusso dei nuovi traguardi di cura su questi tumori, con farmaci “tarati” sulla ricerca genetica e che evitano il più possibile la chemioterapia, concentrandosi invece su tecniche innovative, l’immunoterapia, cioè la stimolazione del sistema immunitario, in modo che vengano “uccise” le cellule che si stanno trasformando in tumore.

Parla di risultati molto confortanti, Graziella Pinotti, organizzatrice scientifica del convegno, a capo del Dipo, il Dipartimento oncologico provinciale, al quale hanno partecipato i maggiori esperti italiani su queste strategie terapeutiche. «Ogni giorno in Italia si ammalano di tumore circa mille persone – spiega la dottoressa Pinotti -. La sopravvivenza negli ultimi anni è migliorata e si attesta tra le migliori in Europa, grazie alla maggiore opportunità di diagnosi precoce ma anche allo sviluppo, negli ultimi 20 anni, delle terapia a bersaglio molecolare e degli anticorpi immunomodulanti, che hanno rivoluzionato la prognosi di alcuni tumori, portando a miglioramenti di sopravvivenza in un sottogruppo di pazienti fino ad oggi inattesa». Nel tumore al rene, per esempio, i nuovi farmaci per bocca “affamano” le cellule tumorali evitandone la proliferazione. Per quanto riguarda il tumore al polmone causato da alterazioni genetiche, sono stati seguiti pazienti che sono completamente guariti dal tumore metastatico nel 15-20 per cento dei casi. Grandissimi risultati sono stati ottenuti a Varese grazie all’immunoterapia, nei confronti di un tumore aggressivo come il melanoma al punto che sono state ottenute guarigioni nel 40 per cento dei casi, a cinque anni dalla diagnosi.

«Le più recenti conoscenze sulla biologia dei tumori indicano che il cancro di ogni singolo paziente è una patologia unica perché uniche sono le caratteristiche del suo genoma. Ne deriva la necessità di un trattamento personalizzato, avviato a partire dal riconoscimento di marcatori specifici responsabili dell’origine e crescita del tumore e fondato sulla disponibilità di farmaci mirati».

Indispensabile è dunque che i medici lavorino insieme per mettere a punto la terapia migliore per quel singolo paziente. Da qui la necessità di una stretta collaborazione «tra il patologo, il biologo molecolare, l’oncologo e il farmacoeconomista, in modo da ottimizzare il rapporto tra l’indice terapeutico di queste molecole e il loro costo sociale».