Campo dei Fiori Una montagna di sicurezza

La Prealpina - 28/07/2020

Proprio come nell’alpinismo, ogni movimento dev’essere calibrato, fatto in assoluta sicurezza, riducendo al minimo i margini d’errore. Così sta procedendo anche il maxi progetto di riqualificazione della palestra di roccia sul versante nord del Campo dei Fiori: una sorta di monumento dell’arrampicata, da cui sono passati alcuni dei più grandi alpinisti, che da qualche tempo è al centro di un piano di recupero finanziato per la maggior parte da Regione Lombardia. Nei prossimi giorni sono previsti ulteriori passaggi, con i lavori che potrebbero essere appaltati all’inizio dell’autunno, per poi cominciare nel mese di dicembre. È previsto uno stanziamento regionale di 581mila euro su 666mila di costo totale dell’iniziativa, che registra la compartecipazione del Parco Campo dei Fiori, del Comune di Varese e della Camera di commercio con 10mila euro ciascuno e del Club alpino italiano con 55mila euro. L’area è collocata a 1.100 metri di altitudine ed è caratterizzata da rocce verticali di natura calcarea, raggiungendo nei punti di massimo dislivello un’altezza di circa 120 metri, con uno sviluppo lineare di alcune centinaia di metri.

Settimana scorsa il piano è stato sottoposto alla commissione tecnica e, su richiesta delle Guide alpine, è stata disposta un’ulteriore integrazione: tra pochi giorni è prevista l’approvazione del Consiglio di gestione, con il bando che verosimilmente verrebbe aperto tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre, per poi compiere alcuni lavori già a dicembre. «I tempi non sono ancora certi – afferma il presidente del Parco regionale del Campo dei Fiori, Giuseppe Barra – perché si tratta di un bando importante e bisogna consentire alle imprese che intendono partecipare di visionare l’area e fare le valutazioni del caso. La volontà è comunque quella di fare alcuni lavori già a dicembre, in modo da non disturbare alcune specie di uccelli che nidificano su queste pareti. Poi gli altri interventi di sistemazione idrogeologica, nella parte bassa del versante, potranno essere eseguiti in primavera. Questo progetto è composto da parti che necessitano di tempistiche diverse fra loro».

Nel dettaglio, il piano prevede, tra i vari punti, la riattrezzatura delle vie di arrampicata, la manutenzione alla base delle pareti e dei sentieri, la riqualificazione dei versanti attraverso delle opere idraulico-forestali finalizzate al consolidamento delle pendici per evitare frane e la posa di cartellonistica. Insomma, a distanza di oltre un anno dalla sua presentazione – l’annuncio ufficiale avvenne nel marzo del 2019 -, il progetto sembra arrivare ai blocchi di partenza. La notizia del piano di intervento aveva fatto storcere il naso a molti appassionati dell’arrampicata, temendo che i lavori potessero snaturare le caratteristiche alpine delle pareti, ma dal comitato tecnico sono arrivate fin da subito tutte le rassicurazioni del caso: l’obiettivo è quello di evitare cedimenti del versante e garantire un utilizzo in sicurezza delle vie.