Campo dei Fiori L’irrefrenabile fascino delle stelle

Più strumenti per indagare il fascino sempre irresistibile del cielo, delle stelle e dei pianeti. E così anche l’altra sera si è registrato il tutto esaurito nel salone dell’Osservatorio astronomico del Campo dei Fiori per l’apertura della nuova stagione divulgativa del centro. Primi ospiti primaverili del sito i 30 studenti del corso di astronomia descrittiva (teoria e osservazione), proposto in collaborazione con Varese Corsi e che proseguirà per tutta la primavera, ogni martedì sera. «Un gruppo eterogeneo di persone che con noi muovono i primi passi in astronomia, iniziando anche a familiarizzare con gli strumenti, e che poi di solito partecipano alle conferenze e alle iniziative di approfondimento», spiega Chiara Cattaneo che si occupa proprio delle iniziative divulgative promosse dalla Società astronomica Schiaparelli fondata da Salvatore Furia nel 1956 proprio per gestire l’Osservatorio. «C’è grande attenzione al cielo – racconta – facciamo tantissime serate nei comuni, nelle biblioteche, nelle scuole, portandoci sempre dietro qualche telescopio per l’osservazione». E poi ci sono le visite: a cominciare da febbraio e fino a giugno ogni mattina c’è qualche classe in visita all’Osservatorio. «Diverse migliaia di studenti all’anno – stima – la maggior parte arriva da Varese e dalle province vicine di Como e Milano, ma altri arrivano dal Piemonte, da Roma o dal Centro Italia e dalla Svizzera». E da fine mese e per tutta la bella stagione partirà un ciclo di sei conferenze in città oltre alle domeniche a «porte aperte alla cittadella» (da maggio a settembre ogni seconda domenica del mese), i concerti e in occasione del 60esimo anniversario del volo dello Sputnik, la proiezione del film «cielo d’ottobre». Tutto grazie all’attività di volontariato di un centinaio di soci: solo due persone, oltre al custode, sono stipendiate per gestire e coordinare le attività divulgative e scientifiche. L’Osservatorio del Campo dei fiori è il primo al mondo per l’osservazione amatoriale degli asteroidi, da quando nel 2001, ha iniziato a dedicare la stragrande maggioranza delle nottate serene (una novantina l’anno) al monitoraggio dei piccoli corpi che gravitano attorno alla terra, e alla spettroscopia stellare. Il primato gli valso diversi riconoscimenti «anche se le scoperte vere e proprie di asteroidi vicino alla terra avvengono nel 99% dei casi dagli Osservatori americani professionali con lenti fino a 8 metri – spiega Luca Buzzi, responsabile della parte scientifica – il nostro compito è confermare e monitorare». Un lavoro che dal mese scorso può contare sul nuovo telescopio da 84 cm, appena montato in una delle cupole minori. «Tutto grazie a un progetto finanziato dieci anni fa da Regione e Provincia e che vede ora i suoi frutti», spiega Buzzi. Anche se il diametro è di poco superiore al maggiore usato qui sin ora da 60 centimetri, l’area dello specchio è il doppio, e ci permetterà maggiori e migliori osservazioni, anche da remoto».