Campioni crescono a “Casa Australia” tra lago e Olimpiadi

Dalle vetrate si vede il lago di Varese, ma in bacheca spuntano le previsioni meteo di Tokyo. Già, i Giochi olimpici del 2020. Perché l’obiettivo massimo per quasi ogni sportivo è quello: le Olimpiadi. E, da marzo 2011, gli atleti australiani preparano nel Varesotto i Giochi olimpici e i grandi appuntamenti nel vecchio continente.

Quello sul lungolago gaviratese si chiama European Training Centre dell’Australian Institute of Sport ma, per tutti, è “Casa Australia”.

«Una casa lontano da casa» come amano ricordare atleti, allenatori e dirigenti gialloverdi.

I canguri delle Prealpi, ieri, hanno vissuto una giornata particolare perché hanno ricevuto la visita dell’ambasciatore australiano in Italia Greg French e dell’amministratore delegato di Sport Australia Kate Palmer.

Le autorità, accolte dal direttore del centro Warwick Forbes e dal sindaco Silvana Alberio, hanno potuto toccare con mano dove si costruiscono i successi sportivi australiani legati specialmente a canottaggio, canoa, ciclismo e molte altre discipline. Da quest’anno, inoltre, grazie alle rinnovate piste di Gavirate e Varese, ci sarà anche una delegazione di atletica leggera e a settembre, in vista dei Mondiali di Doha, arriverà qui la medaglia d’oro olimpica nei 100 metri ostacoli Sally Pearson.

Ma la lista di campioni passati da Gavirate, anche solo per un massaggio, è impressionate: su tutti Cadel Evans, Ian Thorpe, Kim Brennan.

«L’esperienza di questi otto anni a Gavirate – commenta Kate Palmer – è andata ben oltre le aspettative. In Italia gli atleti si sentono sicuri e aiutati, ma anche parte di una comunità che li ha accolti benissimo. Ci sono strutture di qualità e il posto è molto bello: sono convinto che Gavirate sia stata la chiave dei nostri successi nel canottaggio, nel ciclismo e in altre discipline. Vincere, per noi, è molto importante, ma ci interessa anche la correttezza con cui gli atleti si esprimono».

Tutto partì qualche anno fa quando Aldo Sassi, allora direttore generale del Centro Mapei Sport di Castellanza incontrò Warwick Forbes, da sempre direttore dal centro.

L’idea divenne progetto e il progetto si trasformò in muri, impianti, strumenti. L’Australia cercava un posto dove prepararsi prima delle competizioni europee senza dove compiere migliaia di chilometri avanti e indietro. E quindi ecco Varese, un habitat ideale per molti sport: «E così – spiega Forbes – oggi i ciclisti stanno qui otto mesi l’anno. I canottieri o canoisti fra i due e i tre mesi». Ma la struttura, ormai, funziona praticamente tutto l’anno. Specialmente fra febbraio e ottobre quando, nel Sud del mondo è inverno.

«Con le Olimpiadi 2024 a Parigi e 2026 a Milano-Cortina – aggiunge il direttore – vogliamo diventare ancor di più il punto di riferimento dello sport australiano. Nel 2021 scade il nostro contratto di affitto con la Provincia di Varese. Gli atleti vorrebbero restare».

Anche perché stanno crescendo altri campioni. Per esempio il direttore sportivo del ciclismo, Gene Bates, pronostica Lucas Hamilton come il nuovo Cadel Evans. D’altronde a Gavirate si sfornano medagliati, perché si cura ogni minimo dettaglio. Due esempi semplici ma che chiariscono la situazione: i dispenser di granita all’integratore energetico. E poi, a colazione, oltre alla Nutella, si può trovare il Vegemite: una crema salata al sapore di dado per il brodo di cui, però, gli australiani vanno ghiotti.

Casa Australia, quindi, resterà nel Varesotto?

Si vedrà. Di certo l’hub è utile agli australiani, ma anche al territorio: basti pensare all’indotto diretto e al ritorno di immagine che crea. «Questo centro – conclude l’ambasciatore Greg French – è un esempio di bella collaborazione fra il nostro Paese e l’Italia, che permette di creare rapporti forti e duraturi e che vanno ben oltre lo sport». Insomma, si legge Gavirate, ma si scrive Gaviraussie.

Cinque uova: la colazione è servita

Ecco alcuni numeri e date rilevanti sull’hub e sullo sport australiano.

45: i chilometri percorsi mediamente ogni giorno degli atleti del canottaggio. Significa che nei tre allenamenti giornalieri, per sei giorni a settimana, gli aussie percorrono quasi due volte il giro del Lago di Varese.

10.000: i pernottamenti annuali di atleti australiani legati alla struttura di Gavirate. Spesso i 50 posti letto e le 25 camere non bastano e quindi si dorme anche nelle strutture ricettive limitrofe.

7+25: i posti di lavoro che, secondo una stima, sono legati alla struttura sportiva. 7 sono infatti i dipendenti fissi (4 australiani, 2 italiani e 1 inglese). 25 sono le persone esterne ma legate all’indotto primario. E quindi alla cucina, alla pulizia e agli altri servizi essenziali.

5: le uova mangiate mediamente al giorno, a colazione, da ogni singolo atleta.

200-250: i grammi di pasta cucinati mediamente al giorno per ogni singolo sportivo.

2021: l’anno in cui si dovrà ridiscutere ed, eventualmente, rinnovare il contratto d’affitto della struttura di proprietà della Provincia di Varese.

2024-2026: sono le date delle Olimpiadi estive di Parigi e invernali di Milano-Cortina in cui l’impianto di Varese diventerà centro della preparazione delle delegazioni australiane per gli eventi clou del quadriennio.

12esimo posto: è la ragguardevole posizione dell’Australia, nazione da 25 milioni di abitanti, nel Medagliere complessivo delle Olimpiadi (estive e invernali) grazie a 152 ori, 168 argenti e 192 bronzi. L’Italia è sesta dietro Stati Uniti, Germania, Russia, Regno Unito e Francia.