Camere di Commercio, si parte da giovani e web

Sole 24 Ore - 10/01/2017

Digitale, alternanza scuola-lavoro, start up, internazionalizzazione. Sono le parole chiave della riforma delle Camere di Commercio in Italia, che è cominciata nel 2014 con il taglio delle risorse economiche ed è destinata a terminare il 30 giugno, quando il loro numero dovrà scendere da 105 a 60. Penultima tappa del processo è stato il decreto legislativo del 25 novembre scorso, che elenca i nuovi servizi di cui le Camere di Commercio dovranno farsi carico nonostante una riduzione degli introiti da diritti annuali che per il 2017 è fissata al 50% di quanto le imprese versavano nel 2014. Meno fondi dunque, e più servizi. Come si stanno attrezzando le Camere per questa rivoluzione? «In molti di questi ambiti abbiamo già cominciato a lavorare – spiega Ivan Lo Bello, presidente di Unioncamere – penso al Registro nazionale per l’alternanza scuola-lavoro, previsto dal Decreto Buona Scuola per contribuire a tagliare le distanze tra giovani e imprese. E penso al progetto che stiamo portando avanti con Google e il ministero del Lavoro per formare le competenze digitali dei nostri ragazzi da utilizzare nelle Pmi per aiutarle a sfruttare al meglio i vantaggi del web». Online dal 26 luglio, il Registro per l’alternanza scuola lavoro conta a oggi più di mille imprese iscritte, per un totale di circa 20mila percorsi di alternanza offerti. Mentre il programma gestito in collaborazione con Google di iscritti ne conta 82mila. Le Camere di Commercio si stanno muovendo anche singolarmente. Quella di Venezia e quella di Rovigo, ad esempio, sono state le prime ad essersi accorpate, ormai nel lontano 2014. Insieme, oggi si chiamano Camera di Commercio del Delta Lagunare e si confermano pioniere anche nell’offerta dei nuovi servizi previsti dalla riforma. Sul fronte dell’alternanza scuola-lavoro, per esempio: «Oltre al registro online – spiega il segretario generale della Camera, Roberto Crosta – a novembre abbiamo lanciato un bando di finanziamento per le imprese che intendono ospitare gli studenti. Abbiamo stanziato 400mila euro e in neanche due mesi abbiamo ricevuto già 60 richieste». Venezia e Rovigo puntano anche sui servizi all’internazionalizzazione, che stando al decreto legislativo di novembre non possono più comprendere l’organizzazione di attività promozionali direttamente all’estero, cioè le missioni: «Per questo ci concentriamo sulle attività incoming – spiega Crosta – l’ultima delegazione straniera che abbiamo ospitato era composta dai grandi nomi dei parchi a tema, come Disneyland: li abbiamo portati a Bergantino, sede del distretto della giostra, e li abbiamo fatti incontrare non solo con gli operatori della filiera, ma anche con alcuni produttori agroalimentari, in un ottica multisettoriale per promuovere il territorio a tutto tondo»

La Camera di Commercio di Caserta – che con oltre 107mila imprese iscritte è la 15esima più grande d’Italia e non rischia l’accorpamento – è avanti sul fronte delle start up: «Abbiamo avviato diversi progetti pilota che hanno contribuito ad aumentare l’occupazione giovanile, con un occhio particolare al turismo – spiega il suo presidente, Tommaso De Simone – per esempio, con l’aiuto di fondi regionali, abbiamo lanciato l’Enoteca provinciale, attraverso la quale sosteniamo vini autoctoni e antichi come il Falerno del Massico, di cui scrive Plinio, o l’Asprino d’Aversa». Ai giovani guarda anche la Camera di Commercio di Bologna: «Già l’anno scorso – racconta il suo segretario generale, Giada Grandi – nell’ottica dell’alternanza scuola-lavoro, abbiamo avviato le convenzioni con gli istituti scolastici locali per portare gli studenti nelle aziende già nel corso del terzo anno, in modo tale che la scelta dello stage per il quarto anno sia più consapevole e proficua». E per sostenere la digitalizzazione delle imprese? La fatturazione elettronica – attraverso la piattaforma online messa a disposizione dal sistema camerale – conta già 66mila imprese utilizzatrici tra quelle che riforniscono la Pa, e a settembre scorso è stata raggiunta quota 500mila fatture emesse. Anche i fascicoli elettronici di impresa, il luogo digitale in cui vengono conservati i principali documenti di utilità amministrativa, hanno raggiunto quota 500mila. Mentre corsi di formazione ad hoc sono già attivi in molte Camere sparse sul territorio.