Camere di commercio, si avvicina la fusione fra Prato e Pistoia

Altra Testata - 01/09/2016

NAZIONE.IT

 

Sempre più vicina la fusione tra le Camere di Commercio di Prato e Pistoia, così come richiesto dal decreto di riforma del sistema camerale il cui schema è stato approvato la scorsa settimana in Consiglio dei Ministri. Anche se il decreto dovrà seguire un lungo iter per arrivare all’approvazione definitiva, la necessità di provvedere all’accorpamento diventa improrogabile. È confermata la previsione della riduzione del numero delle Camere di Commercio a 60 sul territorio nazionale, riduzione da ottenersi prioritariamente mediante l’accorpamento delle Camere che hanno meno di 75 mila imprese singolarmente, come è il caso delle Camere di Prato e Pistoia. Il numero delle imprese registrate nella provincia di Prato è pari a 40.417 di cui 35.376 attive; quelle registrate nella provincia pistoiese sono pari a 39.441 di cui 34.557 attive.

«I consigli camerali di Prato e Pistoia hanno già approvato una delibera di indirizzo per l’accorpamento – commenta Luca Giusti, presidente della Camera di Commercio di Prato – La riforma nasce per rendere le Camere di Commercio più efficienti e per dare risposte più incisive alle imprese, ma non sono certo che così come disegnata nel decreto si possano riuscire a raggiungere questi due obiettivi. Speriamo che nel corso dell’iter di approvazione possano essere apportati dei correttivi. Quello che è certo è che l’accorpamento è necessario e faremo in modo che le imprese possano trarre beneficio da questa operazione di razionalizzazione». Il decreto conferma il taglio del 50% rispetto al 2014, il che significa quasi 3 milioni di euro in meno per l’ente pratese, che già negli anni precedenti ha subito decurtazioni: un risparmio di poche decine di euro per la maggior parte delle imprese, fanno sapere dalla Camera di Commercio, ma di forte impatto per l’operatività delle Camere. Infatti viene ridisegnato il portafoglio delle funzioni privilegiando quelle a carattere amministrativo e formativo-informativo a scapito di quelle di sostegno diretto alle imprese.

Con il taglio, prosegue la nota della Camera di Commercio di Prato, verrà ridisegnato anche il portafoglio delle funzioni privilegiando quelle a carattere amministrativo e formativo-informativo a scapito di quelle di sostegno diretto alle imprese. Con riferimento a queste ultime gli ambiti prioritari di intervento saranno definiti centralmente e difficilmente potranno tener conto degli aspetti peculiari di ciascun territorio. Vietate le attività svolte all’estero che rappresentano, a oggi, una delle funzioni principali svolte dalle Camere e che si sono rivelate uno strumento di sostegno importante per le imprese che vogliono aggredire i mercati esteri per uscire dalla crisi.

Serviranno dai 12 ai 18 mesi perché il processo di fusione delle due Camere di Commercio possa andare a regime. «Per quanto riguarda gli accorpamenti – afferma Stefano Morandi, presidente dell’ente pistoiese – confermo la volontà, già espressa con atti formali del Consiglio della Camera di Pistoia, per giungere alla fusione con quella pratese con la quale condividiamo vicinanza di territori e alcuni aspetti di somiglianza di economie». Per quanto riguarda gli immobili sarà potrà esserci una sede principale, ma ciascuna delle due Camere di commercio manterrà i propri spazi.