Camere di Commercio, a Pisa la sede centrale

Altra Testata - 31/05/2017

«Sede principale a Pisa, sedi secondarie a Lucca e Massa». Nella vicenda del combattuto accorpamento tra Camere di Commercio (la riforma Madia pone l’8 giugno come limite per accordi amichevoli) prende posizione senza mezzi termini l’Unione Industriale Pisana, uno dei soggetti con più peso specifico nell’ente camerale. Lo fa attraverso una lettera firmata dal presidente Patrizia Alma Pacini e indirizzata al presidente della Camera di Commercio di Pisa, Valter Tamburini. Oggetto: la riforma delle Camere di Commercio. E in premessa la sottolineatura di un’altra lettera giunta in questi giorni, quella di Unioncamere, che «indica quale sede unica Pisa». Per questo l’Unione Industriale «a conferma di tale orientamento» esprime «le motivazioni a sostegno della sede di Pisa».
Sull’altro piatto della bilancio resta la proposta di provenienza lucchese, con sede principale “decentrata” a Viareggio e presidenza ancora in mano a Pisa.
L’Unione Industriale, come spiega la presidente Pacini, però «non ritiene in alcun modo accettabile una sede a Viareggio e sedi secondarie a Pisa, Lucca e Massa in quanto tale scelta non trova alcuna motivazione né di concentrazione di aziende, né di strutture camerali che possano in qualche modo dar luogo ad una “sede unica” a Viareggio». La lettera che arriva dall’associazione di via Volturno è articolata per punti. «Dal confronto con i dati di presenza aziendale complessiva risulta del tutto maggioritaria Pisa e quindi appare coerente con la riforma camerale assegnare a Pisa la sede ed a Lucca e Massa le sedi secondarie», è uno di questi.
E poi: «Il recente rinnovamento delle strutture della Camera di Commercio di Pisa, aggiornata per le funzioni di competenza e capace di ospitare eventi, formazione, riunioni anche ampie, la collocazione centrale della sede con parcheggio antistante, a pochi minuti dalla stazione ferroviaria e collegata all’aeroporto con il nuovissimo People Mover, ne rendono la sede ideale per la facilità di collegamento con tutto il territorio delle altre province». Peraltro, si aggiunge, «le strutture delle sedi attuali di Lucca e Massa non sono in alcun modo oggettivamente confrontabili con quella di Pisa».
Un’altra motivazione riguarda lo stato dell’equilibrio economico della Camera di Pisa, «certamente risultato di una buona governance, con un avanzo di bilancio e autonomia anche futura, pur con la riduzione del diritto annuale» che «è testimone – scrive la presidente Pacini – della solidità gestionale e dell’equilibrio che nel tempo si è realizzato e che può essere riferimento anche per un governo camerale più ampio. Tutto ciò considerato – è la conclusione – confermiamo il nostro orientamento per la sede di Pisa e sedi secondarie a Lucca e Massa, così come comunicato da Unioncamere».
Una voce forte, dunque, nella partita che dovrà definire il mosaico del riordino delle Camere di Commercio, come da decreto legislativo Madia. La strada dell’accorpamento è obbligata per gli enti sotto la soglia delle 75mila aziende iscritte: è il caso di Pisa (circa 53mila), ma anche di Lucca (52mila) e Massa Carrara (27mila). Entro l’8 giugno l’Unioncamere nazionale è tenuta a predisporre i piani di accorpamento delle attuali 105 Camere di Commercio italiane. Entro il mese di agosto sarà

poi il ministero dello Sviluppo economico, sentite le Regioni, ad approvare la riorganizzazione dell’intero sistema. In assenza di accordi, la sede sarà stabilita a Pisa, come scrive Unioncamere, in virtù del maggior numero di aziende iscritte.