Camera di commercio via libera all’autonomia

La Prealpina -

Che la Camera di commercio di Varese avesse vinto la propria battaglia di autonomia nell’ambito della riforma degli enti camerali, era già chiaro da qualche settimana. Mancava soltanto l’ufficialità, vale a dire l’approvazione della proposta da parte dell’assemblea di Unioncamere. Ora c’è anche quella. Martedì a Roma, infatti, è stato dato il nulla osta alla proposta di riordino delle Camere di Commercio italiane. Una riorganizzazione che, in Lombardia, vede Varese continuare il proprio operato da sola. A suggellare definitivamente il tutto, ora, manca solo la firma del ministro per lo sviluppo economico, Carlo Calenda. Ma è chiaro che si tratta soltanto di una formalità.

«La proposta che Unioncamere presenterà al Ministero Sviluppo Economico – commenta il presidente Giuseppe Albertini, presente a Roma col segretario generale Mauro Temperelli – riconosce e riconferma l’autonomia della Camera di Commercio di Varese e della propria azienda speciale Promovarese. Determinante il numero delle imprese, la sostenibilità economica finanziaria, la densità di un tessuto economico produttivo articolato su 139 Comuni che necessita di specifici fattori di aggregazione, come può essere una Camera di Commercio ben consolidata. Di rilievo anche la presenza di un sistema turistico in crescita e ulteriormente da sviluppare e una realtà geografica tra confini nazionali, regionali e metropolitani del tutto peculiari. Tutto questo è stato anche riconosciuto dal presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni e dall’assessore regionale allo Sviluppo Economico Mauro Parolini. Penso che questo sia il miglior auspicio per continuare a prestare la massima attenzione alle esigenze del sistema economico territoriale nonché alla gestione delle risorse, in una logica di efficienza ed efficacia». Soddisfatti, dunque, i vertici dell’ente di piazza Monte Grappa, tanto più che in Lombardia la razionalizzazione ha avuto i suoi effetti. Le Camere, infatti, passano da dodici a sette: Varese, Milano con Monza e Lodi,Como e Lecco , Mantova con Cremona e Pavia, Brescia, Bergamo e Sondrio.

Ora che è stato raggiunto il traguardo più importante, si apre subito un altro percorso altrettanto fondamentale, vale a dire l’elezione del nuovo consiglio camerale, per il quale sono già state aprte del procedure previste dalla legge. Sono già stati raccolti i dati delle associazioni di categoria e sono al vaglio degli uffici prima di essere trasmessi in Regione. Da Milano, poi, arriveranno le indicazioni sul numer di consiglieri che ciascuno sodalizio può esprimere.