Camera di Commercio Friuli: «La Regione forza la Camera Unica: altri costi per i cittadini per tutelare gli interessi di pochi»

Altra Testata - 27/07/2017

Camera di Commercio: «La Regione forza la Camera Unica: altri costi per i cittadini per tutelare gli interessi di pochi»

«La Regione forza la Camera Unica nel Friuli Venezia Giulia. Nonostante il Piano di Unioncamere, recepito dal Ministero dello Sviluppo economico (Mise) fino all’incontro della Conferenza Stato-Regioni convocata questa mattina a Roma, prevedesse due Camere di commercio per il Friuli Venezia Giulia, con la votazione di domani si andrà a distruggere gli equilibri dei territori». Queste le dichiarazioni della Camera di Commercio di Trieste.
«Il parere espresso questa mattina nella Conferenza da parte della Regione è il frutto di un blitz effettuato dal vicepresidente Sergio Bolzonello con una convocazione fulminea della Giunta regionale per esprimere parere negativo alla presenza in regione di due Camere di Commercio e all’impegno ad arrivare ad un’ Unica Camera. Un doppio passaggio per trovare una garanzia degli equilibri dei territori e per limare le criticità esistenti in questo momento».

«Il Piano di Unioncamere e del Mise prevedeva ad oggi quella della Venezia Giulia frutto dell’accorpamento volontario degli Enti camerali di Trieste e Gorizia e tutelata dalla legge di Riforma del Sistema camerale italiano e quella frutto dall’unione degli Enti di Udine e Pordenone, prevista dal piano di Unioncamere. Solo perché la Camera di Pordenone non vuole avviare un percorso di Riforma assieme a quella di Udine e per tutelare  il territorio del presidente Bolzonello, si va contro i tre quarti delle imprese della regione e delle rappresentanze istituzionali che si erano chiaramente espresse nei confronti della Regione a Udine, Gorizia e Trieste».
«Dispiace constatare che questa è la politica della tutela degli interessi di pochi a svantaggio della maggioranza, che comporterà ulteriori costi per le imprese e i cittadini di questa regione, che creerà disoccupazione e che costringerà la Regione a farsi carico della assunzione dei dipendenti pubblici in esubero da stipendiare con i soldi dei cittadini, mentre ora con il diritto camerale  le Camere garantivano lavoro e servizi alle imprese».

Il parere della Regione va contro la legge di Riforma voluta a livello nazionale dal Partito della presidente Serracchiani, ma che per la regione di cui lei è al vertice forza la legalità pur di accontentare coloro i quali per mesi avevano minacciato accorpamenti non consentiti dalla legge anche con Camere del Veneto».
«Questa è la Regione che non premia la virtuosità degli Enti, che si fa beffa del volere della politica dei territori: il Consiglio Comunale di Trieste con anche i voti dei consigliere del Pd si era espresso per la tutela della Camera della Venezia Giulia.
La Camera della Venezia Giulia – conclude – userà tutte le armi legali in suo possesso per vedere tutelato un diritto stabilito dalla legge».

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