Camera di Commercio, Ferrara va con Ravenna

Altra Testata - 18/01/2017

La Camera di commercio di Ferrara questa mattina, 17 gennaio, nel corso della riunione del Consiglio camerale, ha deciso di dare avvio al percorso di accorpamento con la Camera di commercio di Ravenna. Nel corso dei lavori, svoltisi in un clima di fattiva collaborazione e di grande soddisfazione per i progetti e le tante attività posti in essere in questi anni dall’Ente di Largo Castello per le imprese, il Consiglio ha espresso, tra l’altro, la volontà di formalizzare in tempi rapidi ad Unioncamere i propri indirizzi operativi affinché possano essere prontamente inseriti nella proposta che la stessa Unioncamere formalizzerà, entro l’8 giugno prossimo, al Ministero dello Sviluppo economico.

21 i voti a favore dell’accorpamento, 7 i voti contrari: superata dunque, sebbene non richiesta dal recente decreto di riordino, la maggioranza dei 2/3. La nuova Camera di commercio conterà complessivamente 93.048 imprese, con un valore aggiunto (Pil) di oltre 14 milioni di euro e proventi superiori ai 7 milioni di euro. Preservate, inoltre, le due sedi per garantire alle imprese il presidio territoriale di prossimità.

“Non c’è dubbio – ha sottolineato Paolo Govoni, presidente della Camera di commercio di Ferrara – che il sistema camerale si trovi di fronte ad una fase di svolta particolarmente importante per il proprio futuro e che la direzione del cambiamento passi, di necessità, per la capacità di creare valore per la società, di assicurare l’erogazione di sevizi di qualità e di realizzare politiche efficaci, nonché di svolgere un ruolo chiave di governance in contesti complessi, cogliendo le opportunità di innovazione e orientando i comportamenti dei diversi soggetti pubblici e privati. Il voto di ieri – ha proseguito Govoni – si inserisce, dunque, in quel profondo processo di cambiamento di cui c’è bisogno – e subito – per dare un volto nuovo al Paese, in risposta a un mondo imprenditoriale in continua trasformazione e che chiede istituzioni vicine e amiche, con le quali dialogare e con le quali trovare soluzioni nuove per fronteggiare le sfide del domani”.

Ravenna e Ferrara condividono la presenza di un polo chimico-energetico di rilevanza nazionale e sviluppate filiere nei settori dell’agroalimentare, delle costruzioni, della logistica e dell’economia del mare. Nei due territori il turismo e il suo indotto ricoprono un’importanza fondamentale non solo nel segmento balneare, ma anche in quello delle città d’arte e della cultura, grazie ai flussi di visitatori attratti dalle città capoluogo, patrimonio dell’umanità. In entrambe le province una straordinaria attività culturale e un patrimonio storico e paesaggistico per ampi tratti in comune, rafforzano il processo identitario, generano sviluppo sociale, attirano visitatori e producono reddito.

Non a caso Ravenna e Ferrara appaiono ben posizionate per cogliere molte opportunità legate al successo mondiale del “Brand Italia”. Prospettive comuni di sviluppo sono, inoltre, legateal potenziamento delle infrastrutture stradali e ferroviarie in grado di consentire alle industrie locali, anche attraverso il porto di Ravenna, di avere un efficiente collegamento, tra l’altro, verso il Nord Est e l’Europa orientale attraverso il corridoio Baltico-Adriatico. Le “nuove” Camere di commercio

Il decreto di riordino delle Camere di commercio n. 219/16 attribuisce un ruolo nuovo agli Enti camerali ponendoli sulle frontiere dell’economia
(digitale, start-up, scuola e università in collegamento con il mondo delle imprese, qualità e ricerca dell’eccellenza, cultura, turismo e sostenibilità) e  individua nel Registro delle imprese la dorsale di un rapporto più moderno tra imprese e Pubblica amministrazione, non più basato sui bolli e le autorizzazioni. Inoltre garantisce nuove logiche di premialità per le Camere di commercio più virtuose, che avranno così modo di ottenere risorse aggiuntive ed investire sempre di più sui territori e le loro straordinarie potenzialità. Lo stesso decreto, poi, salvaguarda le sedi territoriali, consentendo quella presenza capillare sul territorio che rappresenta una caratteristica fondamentale per una istituzione dedicata al servizio delle imprese, soprattutto di media e piccola dimensione; infine non prevede percentuali di tagli lineari del personale camerale, che, con il suo elevato livello di professionalità, rappresenta un patrimonio fondamentale su cui dare seguito alle indicazioni normative.