Camera di Commercio di Napoli, ecco la parentopoli: «Docenze fittizie a familiari e amici»

La Prealpina - 20/04/2018

Seminari fantasma, «esperti di settore» per i corsi scelti tra parenti e amici, fatture di pagamento dei docenti fittizie. C’è di tutto nell’inchiesta della Corte dei Conti della Campania sulla Camera di Commercio di Napoli sulla «truffa dei contributi» ad associazioni e imprese che poi non hanno svolto le prestazioni promesse. Appare centrale nell’indagine dei pm Ferruccio Capalbo e Chiara Vetro, condotta con l’ausilio dei militari dalla Guardia di Finanza, il ruolo di Unimpresa, associazione presieduta da Paolo Longobardi, che rappresenta piccole e medie imprese, diffusa in tutto il Paese e strutturata anche a livello locale. Secondo la magistratura contabile, che mercoledì ha emesso una sentenza di condanna per 1,7 milioni di danno erariale, che chiama in causa anche Longobardi, le maggiori criticità rilevate sull’assegnazione dei contributi dell’ente camerale «sono relative proprio ai progetti riferibili a Unimpresa».