Camera del Lavoro Varese «Il sindacato si unisca»

La Prealpina - 14/09/2021

Un sindacato unitario, che vada oltre le singole sigle, un nuovo soggetto da fondare per tutelare tutto il mondo del lavoro. Il segretario generale nazionale della Cgil, Maurizio Landini, ha preso parte ai festeggiamenti per i 120 anni della Camera del Lavoro di Varese, ieri all’area feste della Schiranna. E da quel palco ha invitato il suo mondo a fare un passo avanti: «Non tutti possono festeggiare un compleanno così importante, ma proprio rileggendo gli atti fondativi del 1901 a Varese ci si accorge che allora non si parlava di categorie, né si faceva distinzione fra autonomi e salariati. Oggi è tempo di costruire un nuovo soggetto sindacale unitario, che superi le divisioni politiche – ha detto Landini -. Non ci sono più ragioni per allontanarsi: è il momento di unirsi, di lottare per diritti universali, abolendo la precarietà e puntando alla riforma fiscale, delle pensioni e degli ammortizzatori sociali».

Landini è arrivato di buon mattino, ha ascoltato i delegati e preso appunti, per poi tirare le somme fra gli applausi, senza troppi amarcord: «Certo la Cgil ha sempre avuto anche un obiettivo “politico”, non in senso partitico ma di trasformazione della realtà, e non soltanto di tutela dei lavoratori – ha ribadito -. Ma in origine c’era un’idea di unità e condivisione. Se il Pci si astenne sullo Statuto dei lavoratori, lo votarono tutti i partiti, mentre negli ultimi anni destra, sinistra e centro hanno portato avanti riforme contro i diritti, passando alla mercificazione».

Landini si è rifatto ai valori del passato ma anche al «radicamento sul territorio, alla presenza in tutti i comuni e in tutte le aziende, perché senza gli iscritti che versano l’1 per cento dello stipendio non esisteremmo». Serve solidarietà fra lavoratori, «e chiaramente deve partire da chi sta meglio verso chi sta peggio». C’è un’opportunità senza precedenti: «L’Europa ha riaperto i cordoni della borsa e arriveranno fondi come mai prima. Ma dobbiamo anche avere idee e progetti, per esempio sulla produzione sostenibile, che cambierà anche il nostro modo di intendere le fabbriche, i prodotti e i mestieri che spariranno a vantaggio di altri».

Per il Pnrr si chiede un incontro con il Governo per indicare le priorità, come sulle tre riforme: fiscale, pensionistica e degli ammortizzatori sociali. E poi il tema caldo dei vaccini: «Se Governo e Parlamento decidono per la vaccinazione obbligatoria di tutti i cittadini, non abbiamo nulla in contrario – ha ribadito il segretario generale nazionale -, anzi siamo per la sospensione dei brevetti. Ma non accettiamo che il Green pass porti elementi di divisione sui luoghi di lavoro e nemmeno che i costi di eventuali tamponi siano a carico dei dipendenti. I no vax vanno isolati, dobbiamo tornare noi su quelle piazze e farci sentire anche sui licenziamenti. Abbiamo fatto un accordo con il Governo e le associazioni per invitare a usare la cassa integrazione ordinaria anziché licenziare. Ma il 31 ottobre scade lo stop per i settori non industriali, esclusi anche dalla cassa ordinaria, come turismo, servizi e commercio: bisogna estendere le tutele fino a fine anno».

Storia lunga 120 anni Dalle prime lotte alla precarietà

Una grande torta tricolore da tagliare con emozione ma brindando anche al futuro: sulla crema la scritta “I nostri primi 120 anni… e il nostro impegno continua”, l’albero simbolo delle radici Cgil e il logo della ricorrenza speciale. Aria di festa ieri alla Schiranna, dove decine di delegati sono intervenuti per ascoltare i colleghi, la segretaria generale provinciale Stefania Filetti, i sette colleghi predecessori (Claudio Donelli, Licurgo Monelli, Rino Campioni, Sandro Zaccarelli, Ivana Brunato, Franco Stasi, Umberto Colombo) e il numero uno nazionale Maurizio Landini. Il professor Enzo Laforgia ha tracciato un excursus storico da quell’8 dicembre 1901 ai giorni nostri, passando dal blocco sancito dal fascismo all’epoca della ripartenza.

«Questa giornata è stata un’occasione importante – commenta Stefania Filetti -. Non abbiamo potuto creare un evento con maggiori numeri ovviamente per le norme sanitarie, ma la presenza del segretario è stata di stimolo e riflessione. L’auspicio all’unità del mondo sindacale è la costruzione di un percorso, da condividere nei vari momenti e nelle strategie. In provincia di Varese contiamo da sempre su un ottimo dialogo».