Camera, colazione. E salasso«Strutture ricettive vessate» TURISMO Il presidente dei B&B: «Paghiamo la Tari come gli hotel»

Un settore in grande crescita, con numeri davvero significativi. Parliamo dei B&B che nella nostra provincia sono una realtà sempre più importante. A testimoniarlo sono le continue aperture di strutture. Ad oggi in provincia ve ne sono più di 2.300. Circa il 10% sono legate all’Associazione BBVarese, la più grande unione di Bed&Breakfast della Provincia di Varese. «Registriamo l’apertura di 2-3 strutture a settimana, solo tra le nostre associate», spiega Alfredo Dal Ferro, confermando lo stato di buona salute del comparto.

Il giogo fiscale

Fin qui le buone notizie, ma bisogna anche fare i conti con i problemi, alcuni molto gravi per il settore e che si reiterano da tempo, al grido “Tasse, tariffe, imposizioni: basta ingiustizie”. «Basta con le tasse ingiuste e le tariffe sproporzionate per le 2.300 strutture ricettive della provincia. In questo periodo di scadenze fiscali, sono numerose le contestazioni relative alla Tari applicata dai Comuni alle nostre strutture: non siamo le nuove mucche da mungere», denunciano i proprietari di B&B. «Le amministrazioni locali stanno applicando tariffe Tari speciali alle strutture ricettive come case vacanza e locazioni, senza considerare che per legge non possiamo offrire servizi, soprattutto di carattere alimentare, e quindi non produciamo rifiuti speciali. Di conseguenza – spiega Dal Ferro – la tariffa Tari applicata dovrebbe rimanere quella di tipo familiare». E si tende ad assimilare i Bed&Breakfast agli hotel. «Per quanto riguarda i B&B, che offrono solo la colazione, viene spesso applicata la tariffa “Albergo senza ristorante”, mentre per definizione regionale e camerale i B&B non possono essere considerate aziende, dovendo osservare un periodo di chiusura annuale di almeno 90 giorni. Fortunatamente, esistono sentenze, anche di Cassazione, che invitano i Comuni a creare tariffe apposite per le strutture ricettive, a metà strada tra quelle applicate alle aziende e quelle per le abitazioni private. Invece, molti Comuni non si attivano in tal senso, applicando tariffe impossibili da sostenere per le nostre realtà. L’esempio lampante è il Comune di Travedona Monate, che ha addirittura aumentato del 700% la tariffa per le strutture ricettive. Al contrario, i Comuni più attenti al turismo sul loro territorio hanno saggiamente deciso di aggiungere una persona per ogni camera segnalata sulla Scia di inizio attività, applicando la tariffa familiare anziché quella degli alberghi senza ristorante».

Gli altri costi

Ma le ingiustizie non si limitano alla Tari. «Ad esempio, il Canone Speciale Rai + Siae costa quasi 600 euro all’anno, senza che venga tenuto conto dei bassi fatturati e delle obbligatorie chiusure annuali. Le strutture extralberghiere – evidenzia Dal Ferro – sono un pilastro fondamentale del turismo italiano, comprese le manifestazioni come il Giubileo e i Mondiali di Canottaggio, che non potrebbero esistere senza il nostro contributo in termini di ospitalità; la pubblica amministrazione dovrebbe essere informata e non dovrebbe approfittare delle strutture ricettive con tasse e tariffe eccessive».