Cambiare le regole e il fisco La rivoluzione degli artigiani

La Prealpina - 15/05/2017

Più di mille ospiti alle Ville Ponti, tra imprenditori, familiari, amministratori pubblici e autorità, per «rompere gli schemi, cambiare le regole, fare squadra». Ha fatto le cose in grande ieri Confartigianato Imprese Varese, per dare il segno della volontà di produrre un significativo cambio di marcia, nel giorno della riconferma alla guida dell’associazione, per il secondo e ultimo mandato, di Davide Galli. Da lui la parola d’ordine «rottura», in apertura di un congresso provinciale ordinario che ha voluto essere insieme l’occasione per fare il punto sull’economia del territorio, che ha visto salire le imprese artigiane dalle 1836 del 2015 alle 1856 del 2016, segno che in provincia di Varese l’impresa rappresenta un perno economico-sociale sul quale poter ancora scommettere, ma anche per rivendicare la necessità di un cambiamento che dovrà necessariamente partire dal rispetto delle regole e dalla necessità di semplificarle. Da qui la tavola rotonda promossa sul tema “Quando la regola è l’eccezione”, coordinata dal caporedattore di SkyTg24 Franco Ferraro, che ha introdotto le cifre di uno spread burocratico fiscale che ammonta a 92milioni di euro, lo 0,41% del valore aggiunto, con un aggravio sulle micro imprese del 68,8%, assieme alla durata media dei procedimenti civili, che si attesta sull’anno e sette mesi, ai 36,6 milioni di euro di merci contraffatte sequestrate tra il 2008 e il 2016, con 1090 imprese artigiane nei settori esposti alla contraffazione e un tasso lombardo di lavoro irregolare pari al 10,2%. Numeri da capogiro che chiedono «il coraggio della legalità». Così il colonnello Francesco Vitale, comandante provinciale della Guardia di Finanza, che aggiunge «la legalità conviene sempre, perché un tessuto economico sano significa futuro per le generazioni che verranno».

Ma bisogna lavorare anche per «un fisco più equo, per portare equità sociale e benessere alla collettività». E il tenente colonnello Federico Ninni, comandante del Reparto operativo dei Carabinieri di Varese, conferma: «La presenza della criminalità organizzata al nord non è più solo un’ipotesi investigativa, ma una certezza. Serve quindi fare sistema, in termini di prevenzione e repressione».

Come? Intervenendo insieme, imprese, forze dell’ordine e istituzioni. Per “bonificare” il tessuto sociale «estirpando la corruzione», ammonisce il vicepresidente della Commissione giustizia della Camera, Franco Vazio, ed «educare alla legalità con regole che puntino all’interesse di tutti e non a misura di qualcuno», gli fa eco l’avvocato penalista Claudio Coratella. Tra i relatori anche Stefano Glinianski, magistrato della Corte dei conti, il giornalista Roberto Sommella e l’eurodeputata Lara Comi, che ha esortato le imprese a collegarsi col Centro di ricerca europeo di Ispra «dove abbiamo creato per voi laboratori di ricerca con tariffe agevolate».