Calcio, troppi addii alla Ternatese: la salva una categoria. «Ragazzi legati alla maglia»

Malpensa24 - 21/11/2021

 «Lo faccio per rispetto dei miei ragazzi, per ripagare l’impegno con cui hanno deciso di continuare. Mi sono detto: non posso mollare». Riparte da qui, Donato Lacerenza, presidente della Ternatese Calcio. Riavvolge il nastro, fino a uno dei momenti più difficili da affrontare per tenere in piedi – «come si merita» – la società che oggi dirige. A dargli lo stimolo giusto, gli ultimi rimasti: 19 ragazzi, i 2007-2008. Giovani calciatori di 13 e 14 anni che hanno deciso di non lasciare il gruppo, nonostante le sei categorie che una volta calpestavano il campo abbiano cominciato pian piano a diluire. La domanda che si sono posti era semplice: si resta per continuare a giocare o si ricomincia altrove? La risposta l’hanno data indossando ancora la maglia rosso-blu. Accompagnata da un processo di riqualificazione del centro. «A spese nostre».

 

Calcio e sociale

Senza dubbio è semplice restare legati a una società pluripremiata, magari con la prima squadra in serie A e con uno staff che tratta i più piccoli come giovani star. Ma la tradizione fa la sua parte e il calcio di paese ha sicuramente un sapore più genuino. I ragazzi che hanno scelto di restare a Ternate hanno voluto proseguire un percorso che «insegna a giocare a pallone, certo, ci teniamo», dice il presidente. «Ma ancora di più vogliamo svolgere al meglio il nostro compito di educatori, inculcando i valori di squadra e socialità». L’esempio è l’ormai nota Summer Cup, torneo che in diverse edizioni ha visto scendere in campo le giovanili delle squadre italiane più importanti: Inter, Milan, Juventus, oltre che Fiorentina, Sampdoria, Udinese e Cagliari. Solo per citarne alcune. Una competizione che «vuole promuovere il nostro territorio». Ma anche «confermare con azioni nel mondo del sociale che non siamo un’associazione a scopo di lucro». Anzi, l’unico vero obiettivo? «La crescita dei giovani». L’evento ha fruttato il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia di Varese e Camera di Commercio, con riconoscimenti da Coni, Figc e Orgoglio Varese.

 

Gli ultimi rimasti

L’impegno nel sociale è andato di pari passo con alcuni intoppi da superare. A partire dai problemi sulla sicurezza causati da una struttura non completamente a norma, ereditata dalla Curia – il proprietario – e poi dal Comune in comodato d’uso gratuito. «Quando i genitori si presentavano per pagare l’iscrizione dei figli non me la sentivo di nascondere le criticità, anche a rischio di perdere ragazzi», ammette Lacerenza. E così è stato: da 101 atleti a 19, i Giovanissimi. «Se anche loro avessero rinunciato, saremmo rimasti solo con pochi bimbi della scuola calcio». Ma i 2007-2008 sono ancora presenti: «Ora ripartiamo con loro, che sono il nostro grande tesoro, per costruire nuovi progetti: il primo obiettivo sarà prendere un pulmino, poi faremo una nuova categoria ogni anno. E torneremo quelli che siamo sempre stati».

 

La messa a norma della struttura

I piani di crescita passano non solo dal contributo pratico di alcuni genitori, che «sono personalmente intervenuti per sistemare alcuni servizi come la cucina o per realizzare il bagno per i disabili». Ma anche attraverso una collaborazione in via di perfezionamento con il Comune. Così il direttore sportivo Roberto Ceranto: «Ci stiamo concordando per mettere mano a tutti i problemi sulla struttura». E dopo vari incontri «abbiamo fatto una richiesta di un contributo straordinario, cominciando un lavoro costruttivo. Alcuni sopralluoghi sono stati già effettuati dai professionisti per rimettere a norma il centro». Una volta superati gli ultimi cavilli burocratici, si potrà quindi guardare al nuovo futuro della Ternatese. Come i vecchi tempi.