«Caianiello, ora ridacci i soldi»

La Prealpina - 25/09/2019

Una crociata civica con tanto di gazebo, petizione e sollecito al sindaco Andrea Cassani. «Una crociata apolitica», ci tiene a sottolineare l’avvocato Pietro Romano, personaggio noto a Gallarate e candidato sindaco nel 2016 alla testa di Gallarate Futura. «Poi se i partiti d’opposizione vorranno aderire faremo la battaglia insieme. Chiedo loro una mano nel raggiungere lo stesso obiettivo».

Dignità dopo la vergogna

Nel primo weekend di ottobre partirà l’operazione “Città pulita” perché «vogliamo che Gallarate recuperi dignità dopo la vergogna dell’inchiesta Mensa dei Poveri». Per questo «mi rivolgo a tutti i gallaratesi che non sono conniventi con il malaffare di condividere la nostra iniziativa». Basta poco. Serve solo una firma per convincere il sindaco Andrea Cassani (Lega) «a mettere in atto azioni concrete di recupero delle risorse sperperate». Romano si riferisce, in particolare, «ai 350mila euro della variante di piano di governo del territorio» poi ritirata dalla stessa maggioranza di centrodestra che l’aveva approvata. Ma anche al «danno d’immagine» che ha subito la città a causa dell’inchiesta: «Invitiamo il sindaco affinché la relativa amministrazione voglia costituirsi parte civile nel celebrando procedimento penale, al fine di richiedere un equo ristoro di tutti i danni patiti dalla comunità».

Soldi non fidejussione bulgara

E a chi può chiedere il risarcimento la collettività? Semplice, a chi si è reso colpevole di reati, come accertato dall’indagine della Dda milanese. «Caianiello, adesso devi darci i soldi», fa la battuta Romano. Ma il suo bersaglio non è solo il plenipotenziario leader di Forza Italia ormai caduto in disgrazia. Piuttosto è il sindaco che, dopo l’arresto del suo assessore all’Urbanistica Alessandro Petrone (in precedenza Orietta Liccati si era dimessa perché era finito in carcere il compagno Danilo Rivolta), finisce nel mirino del promotore della crociata civica: «Spero che dimostri la stessa solerzia nel ripristinare la legalità come la sta mettendo su altre questioni. Sappia cioè farsi pagare i danni da chi ha gettato discredito sul Comune. Questi sono soldi che può recuperare non come la fidejussione bulgara del Summer Festival».

A caccia di duemila firme

Avvocato dei sinti, qui tribuno del popolo, Pietro Romano ha un’idea precisa per l’utilizzo dei fondi che il Comune riuscirà ad avere: «Dovranno essere usati per opere a favore della collettività». Il tutto, però, avrà senso solo se attorno all’operazione di Romano si riunirà un’ampia fetta della popolazione. L’obiettivo del promotore è di arrivare a duemila firme. Non è semplice, considerando che lo stesso referendum consultivo previsto dallo statuto del Comune indica il quorum per proporlo in 1/15 degli elettori, cioè più di duemila cittadini. Ma ormai la sfida è lanciata. «Chi vuole mi scriva su avv.romano@libero.it. Dimostriamo che la Città Pulita esiste davvero. Non basta andare a pulire i portici per esserlo davvero».