Caianiello finiscenel mirino di Report

La Prealpina - 26/04/2016

«Nino è Gioacchino Caianiello, dirigente lombardo di Forza Italia. Insieme a Belloni è uno dei fondatori dell’associazione Agorà». Il mullah, come lo chiamano (o lo chiamavano) in provincia di Varese, viene introdotto così nel servizio di Emanuele Bellano nella puntata di Report di domenica sera. Il programma di Milena Gabanelli va a indagare sulle «spese anomale» delle Ferrovie Nord, tra cui rientra una consulenza di 45mila euro ricevuta da Caianiello per Nord Energia al fine di realizzare «nuove politiche energetiche nei Comuni di Magenta, Legnano e Abbiategrasso». È un incarico che risale al periodo che si colloca tra il 2011 e il 2012, all’indomani, insomma, della vittoria elettorale del centrosinistra di Edoardo Guenzani a Gallarate e del conseguente taglio netto con il passato che ha comportato l’uscita di scena di Caianiello sia come presidente, sia come direttore generale di Amsc. Questo può servire per inquadrare la vicenda dal punto di vista temporale, nell’ambito locale. Nel merito invece Caianiello, intervistato dal giornalista, conferma quella consulenza mentre Luca Del Gobbo, attuale assessore all’Università nella giunta di Roberto Maroni, ma presidente di Nord Energia nel periodo in cui fu siglato l’accordo con Caianiello, evidenzia («e lo abbiamo fatto anche in atti concreti») che «questa consulenza non stava marciando». Che porti risultati o meno, resta però un dato di fatto: «Alla fine di questa storia la consulenza è stata pagata», afferma l’autore del servizio. «Esatto, esatto», conferma Del Gobbo.

Il caso Caianiello salta fuori in un contesto ben più ampio che è quello dell’audit (la valutazione indipendente) svolta da Andrea Franzoso, Luigi Nocerino e Arnaldo Schoch per sapere come vengono spesi i soldi dell’azienda, per gran parte di proprietà pubblica, appartenendo alla Regione e alle Ferrovie dello Stato. L’audit accerta una serie di spese non proprio convenzionali che vanno dalle utenze telefoniche dei familiari del presidente di allora ai costi della discoteca in vacanza fino a tre quadri regalati al presidente della Regione Roberto Formigoni.

Ci sono alcuni personaggi chiave per capire come mai i soldi vadano in certe direzioni, ed ecco che salta fuori la figura di Carlo Alberto Belloni, commercialista, ex presidente del collegio sindacale di Ferrovie Nord che sconsiglia ai componenti dell’audit di andare fino in fondo. Lui è – secondo Report – il coordinatore regionale dei circoli di Agorà Liberi e Forti, l’associazione interna a Forza Italia guidata – sempre secondo Report – dall’eurodeputato Lara Comi, della quale viene trasmesso nel servizio su Rai3 il passaggio di un suo intervento pubblico: «Un ringraziamento a Nino (Caianiello, ndr) che, con grande pazienza e con grande tenacia, ha costruito secondo me una rete insieme a tanti altri amici, una rete sana». Caianiello è presidente onorario di Agorà in provincia di Varese, mentre tra gli agganci politici di Belloni c’è Maria Stella Gelmini. Tornando, invece, all’oggetto del servizio, il giornalista Bellano sottolinea «lo stretto rapporto tra Ferrovie Nord e Agorà». Per esempio fanno parte dell’associazione Armando Vagliati (presidente a Milano) e Andrea Di Renzo (suo vice) che vengono citati nell’audit sulle assunzioni anomale all’interno di Ferrovie Nord.

Nel servizio di Report, poi, ci sono altri riferimenti varesini. Per esempio quello a Terra Insubre. Spiega il giornalista Bellano: «Il vicepresidente di Ferrovie NordGianantonio Arnoldi e il nuovo cda sono stati nominati a maggio 2015 con il compito di fare pulizia nei conti delle Nord. L’aria sarà cambiata? Proprio Arnoldi approva una sponsorizzazione da 10mila euro a Terra Insubre, l’associazione culturale il cui leader e fondatore è Andrea Mascetti, un manager del gruppo Ferrovie Nord». Parlando con il presidente Andrea Gibelli si scopre poi che le sponsorizzazioni a Terra Insubre «mi pare ammontino a oltre 40mila euro». Il tutto legato ad attività fatte sul territorio «di tipo culturale, festival e quant’altro». L’autore del servizio fa comunque notare che l’associazione è «da sempre vicina alla politica». «Il fondatore Mascetti è membro del consiglio federale della Lega. Alle elezioni regionali del 2013, Terra Insubre sostiene la candidatura leghista diFrancesca Brianza, oggi assessore lombardo nella giunta Maroni».

«Cazzate, scrivetelo pure, sono state dette diverse cazzate». Nino Caianiello (nella foto con Silvio Berlusconi) il giorno dopo il servizio di Report vuole mettere i puntini sulle “i” perché «non ammetto che si faccia della speculazione giornalistica usando il mio nome». Andando con ordine, spiega così la sua consulenza da 45mila euro: «Per più di dieci anni io ho lavorato in aziende che si sono occupate di servizi pubblici, non solo Amsc, anche Prealpi e Sogeiva. Da questo presupposto nasce la mia collaborazione nell’ambito delle energie rinnovabili con Nord Energia. Ho quindi svolto una serie di incontri e consegnato quanto richiesto dopo i primi sei mesi. L’iniziale impegno era di rinnovare per altri sei mesi l’incarico ma ciò non è avvenuto per due motivi. L’azienda ha deciso di non proseguire con il progetto per un cambio di strategia – è stata una scelta sua – mentre io ho preferito non andare avanti perché nel frattempo è arrivata la mia condanna in primo grado per la questione del telefonino (assolto in Cassazione, ndr) e ho deciso di non avere rapporti con enti pubblici, proprio per evitare qualsiasi tipo di strumentalizzazione».

In tutto questo, per necessità di chiarezza, Caianiello aggiunge che «la cifra di 45mila euro è lorda e io mi sono anche avvalso di consulenti». Sul fatto, però, che la consulenza non marciasse, come dice Del Gobbo: «Non ha marciato semplicemente perché, per i motivi che ho spiegato sopra, si è deciso di concluderla dopo sei mesi».

Altro fronte, quello politico. Dove Caianiello tira fuori le sue frecce più affilate. «Occorre smentire che Carlo Alberto Belloni sia coordinatore regionale di Agorà. Lui è presidente onorario di Pavia dove ha fondato l’associazione a fine 2012, quindi dopo che io ho preso l’incarico. Agorà nasce in provincia di Varese negli anni 2007-08, poi vengono gli altri circoli». E Lara Comi? «Non è neanche iscritta. Ha contatti con componenti di Agorà ma non è presidente, questa è un’inesattezza bella e buona».

Per concludere alcune domande politiche: «Tra le tante consulenze del gruppo Fnm, Report si accorge solo della mia? Perché? Perché in quel servizio si colpisce Agorà di Forza Italia, Cielle e Terra Insubre della Lega? Io ho un sospetto: forse la mia libertà, e quella di chi non fa parte di un certo sistema, dà fastidio».