Cade anche l’ultimo ricorso sulla ferrovia per Malpensa

La Prealpina - 21/07/2022

Cala il sipario sulla battaglia giuridica contro la bretella ferroviaria T2-Gallarate promossa da Legambiente. Con la sentenza, pubblicata martedì, il Tar ha infatti sancito il respingimento della posizione dell’associazione ambientalista. Resta aperta la possibilità di un ricorso al Consiglio di Stato ma le condizioni economiche dello stesso per la casse di Legambiente sono un problema reale.

Leggendo le ragioni della scelta del Tar si elencano anche le obiezioni alla strategia di Legambiente. Per quanto riguarda per esempio la mancata articolazione di una forma di dibattito pubblico sull’opera la sentenza cita «le osservazioni pervenute rispetto alla realizzazione del progetto, ivi comprese quelle di Legambiente». Non è stato possibile trovare un appiglio nemmeno a livello dei cavilli tecnici: la durata «abnorme» della conferenza dei servizi evidenziata dal ricorso viene definita dovuta «proprio alla complessità delle valutazioni da effettuare».

Tolto anche l’appiglio di una possibile incompatibilità di Regione Lombardia. Il fatto che quest’ultima sia azionista di rilievo della società che possiede Ferrovienord spa «non implica di per sé una coincidenza soggettiva tra proponente e autorità procedente per l’emanazione del Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale e autorità competente per la Via Regionale».

Il ricorso fa la fine di quello presentato da parte dei sindaci di Casorate Sempione e Cardano al Campo e la motivazione è la stessa. Proprio in conclusione il Tar cita un ricorso da considerarsi infondato a seguito del «parere favorevole infine espresso dal Parco del Ticino in sede di conferenza di servizi prodromica all’approvazione del Paur è chiaramente da considerarsi omnicomprensivo, e cioè relativo a tutte le questioni che la costruzione della tratta ferroviaria comporta».

Ad ottobre quindi scatta il cantiere su cui l’amministrazione casoratese vigilerà come previsto. Non aveva infatti molte aspettative sul ricorso di Legambiente il primo cittadino Dimitri Cassani: «Da subito eravamo stati chiari. Dopo il rifiuto ricevuto non abbiamo promosso un ricorso al Consiglio di Stato che avrebbe solo fatto buttare via soldi della comunità. Anche per Legambiente l’esito era già scritto. Ci tengo però a puntualizzare che chi parla di un accordo Parco del Ticino-Comuni racconta una bugia al limite della diffamazione. Noi siamo stati informati del ritiro del ricorso scelto dall’ente Parco a giochi fatti e non vi è stato accordo alcuno». Ora l’ultima chance di opporsi giuridicamente alla bretella ferroviaria è un appello di Legambiente al Consiglio di Stato. Data ultima 19 settembre ma forse per il fronte del no è già troppo tardi.