Busto Sagra e negozi, scontro aperto

La Prealpina - 15/05/2017

«Una polemica ridicola. Anzi: penosa». Mario Cislaghi stavolta è proprio inviperito. L’anima e motore della festa di San Giuseppe non si capacita della dura presa di posizione dell’Associazione Commercianti, che ha inviato una lettera al Comune per protestare contro la proroga di una settimana della sagra che andrà in scena fino a oggi al parco di viale Stelvio. L’allungamento della festa – sostiene con forza Ascom – danneggia i commercianti della zona San Giuseppe (in particolare i ristoratori).

«È vero il contrario – obietta Cislaghi (foto in alto) -. Vi posso assicurare che nessun commerciante è scontento, anzi, qualcuno – proprio grazie alla festa – è rimasto aperto anche di domenica e ha lavorato di più». D’accordo, ma qualcuno si è effettivamente lamentato… «Sarà il solito caso isolato», garantisce Cislaghi, che poi ironizza contro Ascom: «La loro politica è tutta da capire. Adesso per attaccarci tirano in ballo la questione delle tasse: ma dov’erano quando l’amministrazione aumentava la Tari? Voi avete per caso sentito la loro voce? Io no. Curioso che si accorgano delle tasse solo grazie alla festa di San Giuseppe. E poi, scusate, anche questa storia della programmazione e delle regole: perché i commercianti non hanno detto nulla contro la Street Food Parade al Museo del Tessile, che è stata una vera e propria mancanza di rispetto nei confronti delle feste parrocchiali di Madonna in Veroncora e Madonna in Campagna?».

L’organizzatore della festa di San Giuseppe è un fiume in piena: «Più che queste inutili polemiche, mi interessano i cittadini, che sono stati felici per il prolungamento della sagra. Per non parlare dei nostri progetti solidali: grazie alla festa, in questi 17 anni abbiamo dato in beneficenza tanti di quei soldi che chi ci critica se li può solo sognare. Questo conta, il resto sono chiacchiere che lasciano il tempo che trovano».

Se Mario Cislaghi difende con orgoglio la propria “creatura” («anche per rispetto dei quaranta volontari che danno l’anima per rendere possibile la festa»), l’Associazione Commercianti ribadisce su tutta la linea la propria posizione. «Una sagra patronale non può durare venti giorni, altrimenti diventa un business – sottolinea Gino Savino (foto sotto), fiduciario dei ristoratori di Ascom -. La festa di San Giuseppe ormai è un ristorante a tutti gli effetti, e allora si adegui alle regole che valgono per tutti i ristoratori. Non c’è niente di personale contro di loro, ci mancherebbe, ma a noi sono arrivate delle lamentele, e come associazione di categoria abbiamo il dovere di farci interpreti di questi malumori. Stavolta è stata prorogata la festa di San Giuseppe, la prossima volta sarà un’altra festa, visto che ormai questi eventi spuntano come i funghi: e chi ci rimette sono i commercianti che pagano fior di tasse e sono in regola con tutti gli obblighi burocratici».

Va detto che quest’anno la festa di San Giuseppe è stata particolarmente bersagliata dal maltempo: «Ma questo fa parte del rischio del mestiere – obietta Savino -. Abbiamo organizzato anche noi le feste della birra col Distretto del commercio: un anno è andata bene, l’anno successivo ci abbiamo rimesso 40 mila euro. E non abbiamo certo chiesto all’amministrazione di andare avanti finché non avessimo chiuso in pareggio. Oltretutto c’è un calendario delle feste e bisogna rispettarlo».

Il vicesindaco (nonché assessore al Commercio) Stefano Ferrario ha comunque assicurato che la proroga per San Giuseppe rimarrà un’eccezione: «Speriamo…», conclude Savino.