Busto Posteggio chiuso: multe e rabbia

Parcheggio chiuso. Lavori in corso. Fin qui, ci sarebbe da gioire. Nel grande spiazzo tra via San Michele e corso Matteotti, la sistemazione era attesa da tempo. Tuttavia, chi cercasse parcheggio nelle vicinanze, comincerebbe a gioire meno. Se avvertisse pure il fiato sul collo del vigile, incaricato di massima intransigenza, avrebbe pure motivo di iniziare male la giornata e concluderla peggio. A riferirlo è Salvo Cassarà, titolare di un salone di parrucchieri, che da quando il San Michele è chiuso, ha un problema in più: «Lo sopporterei meglio, se non fosse stato per altre due circostanze: la settimana della scherma e quella delle multe». Per chi si fosse perso qualcosa, un torneo sportivo che ha avuto luogo al Museo del Tessile con alto riscontro di pubblico e veicoli è caduto in concomitanza con la famigerata settimana della tolleranza zero, nella quale la polizia locale ha assolto con puntiglio al mandato dell’assessore Max Rogora di tartassare ogni infrazione. Anche quella di trovare un posto fuori dalle righe di delimitazione nel parcheggio del Tessile: «Ma chi ha mai saputo che non si può parcheggiare così, se non c’è neanche un cartello?», si chiede Cassarà, nella consapevolezza che una multa sarebbe il meno, se è vero il detto “mal comune mezzo gaudio”. Il fatto, però, è che ad essere puntigliosi si finisce per ingenerare pretese e richieste anche da chi quotidianamente impazzisce per non finire nel torto. Si scopre così che il disagio derivato dalla provvisoria chiusura del grande parcheggio, accomuna molti e quello non è neppure l’unico parcheggio chiuso nell’arco di pochi metri. Lo è anche un secondo accessibile da corso Matteotti, sempre sterrato ma più piccolo, affiancato da uno privato con tanto di sbarra elevatrice. I proprietari di quest’ultimo, Diego Cortesi e suo padre, titolari dell’armeria Meschieri, riferiscono che da quando il Comune ha provveduto a ripulirlo di alcune carcasse d’auto, quel parcheggio che poteva comodamente ospitare una decina di macchine, è stato chiuso: «Non ce ne spieghiamo il motivo. Forse problemi derivati da una proprietà eterogenea». Meno ancora però i due si spiegano perché da anni è chiuso anche il parcheggio Lualdi, «senza dire delle transenne davanti al Conventino che restringono la carreggiata e limitano ulteriormente gli spazi. Così, trovare un parcheggio è diventata un’impresa. Come attività ne abbiamo risentito molto nel periodo natalizio»: «Ho molti clienti che si rifiutano di venire qui per via dei parcheggi. Vado io da loro. Poi ci siamo noi, i nostri dipendenti, che cerchiamo ancora un modo per lasciare la macchina senza lasciarci metà stipendio», afferma Marianna Migliorina, che pure sottoscriverebbe un abbonamento con uno dei vicini parcheggi, se potesse. «Sono anni che consulto il sito Agesp. Sono previste forme di abbonamento nei parcheggi Concordia, Einaudi, Venzaghi e Giussano, ma non sono mai disponibili».