Busto Piazza ai pedoni per sempre Ma i commercianti si ribellano

La Prealpina - 10/05/2017

In Comune, inutile nasconderlo, la tentazione è enorme. La tentazione, per dirla chiara, è quella di trasformare la chiusura al traffico di piazza Santa Maria da provvisoria e sperimentale a permanente. Il tutto fin da subito.

Che l’ipotesi ci fosse, era già noto prima del test avviato pochi giorni fa per proteggere dai pericoli le celebrazioni per il mezzo secolo di vita del santuario. Ma adesso in giunta, verificando quotidianamente la bellezza estetica di una piazza liberata quasi completamente dalle auto, sta maturando l’idea di non rimettere le cose com’erano prima al termine degli eventi, cioè lunedì prossimo, bensì di lasciare tutto così. Per sempre.

Tant’è vero che dovrebbe essere imminente la comunicazione attraverso la quale l’amministrazione annuncerà la decisione di prorogare le variazioni viabilistiche almeno fino al 4 giugno, per coprire anche il prossimo ponte festivo. Un modo per prendersi il tempo necessario non tanto alla valutazione degli effetti avuti dalla sperimentazione, bensì per capire quali correttivi attuare a una chiusura che comunque si vorrebbe dare per fatta.

Certo è che, se la novità piace tantissimo a chi cammina a piedi per il centro, Palazzo Gilardoni deve anche fare i conti con la rabbia dei negozianti, specie di quelli di via Montebello. Costoro (specialmente chi ha attività che consentono acquisti veloci) hanno visto sparire la gran parte dei clienti di passaggio e, soprattutto, hanno fiutato l’aria che tira, ovvero che quella che doveva essere una prova di una dozzina di giorni al massimo, diventerà per i loro affari una spada di Damocle perenne.

L’altro giorno, sia l’assessore alla viabilità Max Rogora che quello al commercio Stefano Ferrario, sono andati a fare un giro fra i negozianti per tastare il polso della situazione, riscontrando una diffusa preoccupazione. Gli esponenti dell’esecutivo capitanato dal sindaco Emanuele Antonelli (che pare il più convinto nel prorogare la decisione) hanno ascoltato anche chi ha avviato la raccolta firme per implorare di riportare alla svelta tutto com’era prima. Ed è appunto da via Montebello – che ha perso il ruolo di strada usata per tagliare verticalmente il centro – che risuona la protesta più forte. Rogora ha spiegato ai titolari delle attività che proprio dall’ascolto delle persone si trarranno le conclusioni per decidere cosa fare in futuro, ipotizzando altresì di provare a invertire il senso di marcia della carreggiata (quindi si entrerebbe da via Zappellini, con possibilità di svolta in via San Michele e via Matteotti) per cercare di rimodulare la situazione.

«Una dato certo è che così la piazza è bellissima – fa sapere il vicesindaco Ferrario – mentre penso che via Montebello, se anche si decidesse di proseguire con queste soluzioni viabilistiche, ritroverebbe comunque vigore con l’abitudine delle persone a questa novità e con l’imminente apertura di piazza Vittorio Emanuele, a cui la via è collegata. In ogni caso stiamo monitorando la situazione e nessuna scelta è stata ancora presa». Forse.

«Ci hanno messo in ginocchio»

I commercianti di via Montebello sono sul piede di guerra: la pedonalizzazione di piazza Santa Maria, e le conseguenti modifiche alla viabilità, non sono andate giù ai titolari dei negozi. «Da qui non passa più nessuno, stiamo perdendo un sacco di clienti», è il loro grido di allarme. E dalla tabaccheria è già partita la raccolta di firme per chiedere all’amministrazione di ripristinare la situazione precedente, non appena saranno terminate le celebrazioni per il santuario. Il più inviperito di tutti è proprio Giuseppe Pione: «Ho conservato i clienti fissi, ma quelli occasionali li sto perdendo tutti», sbotta. «Credetemi, da quando hanno chiuso la piazza, il passaggio di auto, ma anche di pedoni, è nettamente calato. E a risentirne pesantemente siamo proprio noi, che contiamo tantissimo sul passaggio per caffè o sigarette. Ma tutti i commercianti della via la pensano come me». E per dimostrarlo, Pione mostra un foglio con una ventina di firme già raccolte tra i colleghi di via Montebello: «Già paghiamo tasse elevatissime», rincara la dose. «E in più, da un giorno all’altro, si inventano novità che ci fanno guadagnare di meno, senza neanche avvisarci».

È contrarissimo alla chiusura totale della piazza al traffico anche Luca Labanca del Cafè 900: «In questi giorni stiamo incassando molto meno del solito. E non è un caso: il movimento è diminuito tantissimo. Fino alla settimana scorsa, questa via veniva utilizzata da molti automobilisti anche come scorciatoia per raggiungere l’ospedale, adesso in questo tratto ci sono dei momenti della giornata in cui non passa nessuno».

Agostino Valentini dell’edicola-cartoleria “Tante Cose” sottolinea il proprio no alla pedonalizzazione, «per ragioni viabilistiche, ambientali e commerciali. Sarebbe stato più che sufficiente chiudere la piazza domenica prossima per l’arrivo del cardinale, lasciando la situazione intatta negli altri giorni. E poi sarebbe stato opportuno sentire i commercianti prima. Mi auguro almeno che, prima di accordare l’ok alla prosecuzione dell’esperimento, il sindaco sia disponibile ad ascoltare anche la nostra opinione».

Un po’ più sfumate le posizioni di altri commercianti della via. I giovani Daniel Romeo e Luca Bovi del del “No Name Shop”, inaugurato a marzo, non nascondono qualche timore per le ricadute della pedonalizzazione: «È bello per i cittadini, ma un po’ svantaggioso per chi ha un negozio. Per ora è presto per dare giudizi, bisogna aspettare che i cittadini si abituino alla novità prima di fare un bilancio. È vero però che in questi giorni passano meno macchine, e questo per alcune tipologie di negozio può essere un problema».

Giuseppina Lunardi del negozio Miki Mode ammette: «Dipendesse da me, lascerei tutto come prima. Ma se proprio bisogna cambiare, l’importante è che venga sistemata una segnaletica chiara, visto che quella utilizzata nei primi giorni era a dir poco equivocabile. Certo, qualche timore c’è, anche perché questa via, pur essendo molto centrale, non è mai stata particolarmente attrattiva. I pedoni si spingono al massimo fino all’oreficeria, poi tornano indietro».