Busto Palarotelle sì, in mezzo al verde

La Prealpina - 13/02/2017

Si sono presentati in tanti, ieri, all’incontro pubblico organizzato dai ragazzi dell’oratorio di Beata Giuliana per discutere il futuro del palaghiaccio. C’erano gli abitanti del rione, almeno cento, una settantina dei quali ha firmato una petizione a supporto del progetto di recupero nato in seno alla parrocchia e del superamento dell’abbandono in cui si trova la struttura. E c’era la politica: i consiglieri comunali Gianluca Castiglioni e Massimo Brugnone, l’ex assessore provinciale Gianfranco Bottini, il sindaco Emanuele Antonelli, intervenuto con gli assessori Stefano Ferrario e Alberto Riva.

Con l’introduzione di don Luca Sorce, i presenti hanno potuto conoscere il progetto low cost pensato sul modello del parco Dora, a Torino. In sintesi: mantenimento di una struttura aperta nella quale realizzare campi sportivi, installazione di un bar, ampia area verde attrezzata per il quartiere e la città. Una sorta di “casa per le generazioni” che possa ospitare «eventi, giochi per bambini, campo da bocce e tavoli per gli anziani».

L’idea piace ai più, inclusi i genitori della vicina scuola Puricelli, anche se non è mancata la voce di un’appassionata del ghiaccio a favore della vecchia destinazione. Tra i timori di qualche residente che teme un altro parco Altomilanese («dove devono entrare le forze dell’ordine»), gli aneddoti di chi abita in via Minghetti («hanno lasciato un rubinetto funzionante, vedo gente che lo usa per bere e lavarsi») e segnalazioni su ingressi continui in un’area che dovrebbe essere inaccessibile («il calpestio di chi entra ha tracciato dei sentierini nell’erba»), ha preso la parola il primo cittadino. «Quello non lo chiamo più palaghiaccio, – ha chiarito Antonelli – non riusciranno a farlo mai. Il progetto è nato senza prima chiedere a Busto che cosa servisse. Io voglio opere sostenibili economicamente».

Dunque il sindaco pensa a una cittadella dello sport per società a corto di spazi, composta anzitutto da un palarotelle (nella struttura oggi abbandonata) e da un palaginnastica (da costruire ex novo accanto all’immobile esistente) con bar, un piccolo ristorante, un’area commerciale.

Il rione, ormai pronto a sostenere qualunque iniziativa possa portare a sviluppi, potrebbe essere favorevole anche a questa idea. Con qualche punto fermo messo sul piatto da don Luca: «Mantenere il carattere dell’accessibilità pubblica, ricavare un’area verde, usare meno cemento possibile».

E i tempi? Ricorso (della società che doveva costruire il palaghiaccio, bloccata per una fidejussione falsa) e controricorso (dell’amministrazione comunale al Tribunale Regionale) li condizionano pesantemente.

«Se a marzo il Tar ci darà ragione – ha promesso Antonelli – saremo liberi di scegliere e l’iter sarà più veloce. Interpellerò le società sportive e tornerò a parlare con voi». Se invece la questione resterà nelle aule dei tribunali, lo scheletro di via Minghetti potrebbe fare compagnia agli abitanti di Beata Giuliana molto più a lungo.