Busto Folk – Quattro giorni di festa celtica

Un viaggio nel passato per rinsaldare radici comuni e pensare al futuro come a un tempo condiviso e coi crismi della festa. Il Festival interceltico Busto Folk compie 22 anni e dal 14 al 19 settembre prossimo, nel complesso del Museo del Tessile di Busto Arsizio, vivrà giornate all’insegna di musica, danze, presentazioni di libri fantastici, giochi di ruolo, concorsi letterari e fotografici ma anche di body painting, mercatini artigianali e gastronomia, annaffiata con birra e idromele con un occhio all’ambiente: chi acquisterà il bicchiere riciclabile, avrà diritto a uno sconto sulla consumazione.

La prima serata sarà gratuita, poi l’ingresso all’area concerti avrà un ticket che varia dai 10 ai 15 euro (sono previsti abbonamenti). Un modo per rilanciare il messaggio che l’Accade – mia di danze irlandesi Gens d’Ys va testimoniando da sei lustri in ogni angolo d’Italia: l’amore incondizionato per le tradizioni celtiche che pure hanno attraversato la nostra terra e che troppo spesso vengono accantonate come un mero spot folcloristico.

«Queste tradizioni resistono da oltre duemila anni – spiegano Umberto Crespi, presidente di Gens d’Ys e Roberta Farè, dirigente dell’Accademia, partita da Busto Arsizio nel 1993 e oggi presente in 33 città italiane con 41 sedi -. La nostra è una missione culturale: ricordare che quel che siamo oggi viene da lontano e ci accomuna a chi ha saputo continuare a coltivare il senso profondo di usanze che uniscono il rispetto dell’uomo e quello della natura. Un messaggio oggi più che mai attuale e che dovrebbe unire i popoli anziché dividerli».

«L’identità culturale come percorso formativo dell’individuo ma anche come sviluppo sociale del territorio – ha aggiunto Manuela Maffioli, assessora comunale a Cultura, Identità e Commercio, di Busto Arsizio – è il perno delle nostre iniziative che con Busto Folk, come in altre occasioni, dimostrano che la sesta città di Lombardia sa offrire proposte culturali di qualità oltreché di quantità».

Per questo il Comune di Busto – a fronte di una spesa complessiva di circa 70mila euro – ha stanziato seimila euro di fondi, cui si aggiungono i dieci complessivi di Camera di Commercio di Varese e Fondazione comunitaria del Varesotto e fondi da altri sponsor. «Si può non essere irlandesi ma celtici nel cuore» è lo slogan che il presidente dell’ente camerale varesino, Mauro Vitiello ha fatto suo per spiegare l’adesione a un progetto che «da 22 anni richiama migliaia di visitatori anche da fuori provincia». E che quest’anno si terrà anche nel malaugurato caso di pioggia. Perché, ha chiosato Crespi, citando un detto irlandese: «L’acqua, prima o poi, diventa birra». Skol!

 

«Investire in cultura rende»

«Vorrei sottolineare – ha detto il presidnete di Camera di Commercio, Mauro Vitiello – un dato già emerso durante la recente presentazione del Premio Chiara: la Cultura rende 1,8 euro a chi ne investe uno solo. Dunque non ci si stupisca se nel Varesotto, il comparto composto da 3500 aziende e 19700 addetti, produce un miliardo e duecento milioni di euro, incidendo per il 5% sul totale provinciale. La Camera di Commercio è lieta di supportare quest’iniziativa, arrivata ad attirare diecimila visitatori e che si pone come realtà d’assoluto valore culturale ed economico, in crescita costante»

 

Ecco il buon esempio

Neppure il tempo di lanciare una proposta da queste colonne e la Camera di Commercio di Varese è già riuscita laddove sarebbe opportuno arrivare: a un tavolo di concertazione per gli eventi culturali più importanti della provincia. Ben inteso, questa proposta ha già incontrato il favore esplicito dell’assessora regionale alla Cultura, Francesca Caruso ma anche della sua omologa a Busto Arsizio, Manuela Maffioli. S

i tratta di fare squadra, oltreché rete, come provincia per sostenere anche economicamente gli appuntamenti più qualificati e qualificanti di un territorio che spesso ha problemi di dispersione in ragione di orti che ragione non hanno.

Questione di sopravvivenza ma anche di buon senso politico, visto che la Grande Milano fagocita ricchezze varesine che potrebbero invece restare sul territorio se solo ci fosse una provincia coesa, fatta di municipalità solidali tra loro su pochi ma essenziali progetti. Busto Folk è uno di questi, come il Premio Chiara. E come altre iniziative che, per qualità, meritano di consolidarsi a livello nazionale senza pietire elemosine da chicchessia.