Busto Ferrovie i Verdi: «Bocciate il raccordo Y Come semaforo in A8»

La Prealpina - 16/02/2021

o al cosiddetto “Raccordo Y”. No al raccordo tra le stazioni Fs di Busto Arsizio ed Fnm di Castellanza. A dirlo forte e chiaro sono i Verdi che hanno inviato una serie di osservazioni al ministero dei trasporti perché riveda ogni decisione in merito: «A ogni conoscitore della circolazione ferroviaria è facile capire la complessità allarmante di queste opere sui binari di due società diverse, FS ed FNM. Il progetto prevedeva una circolazione di 36 treni sul Raccordo Y a scapito della circolazione di un terzo dei treni merci attualmente gestiti, da trenta a venti, tra Gallarate e Rho. Nello specifico da 206 a 232 treni al giorno. Ne consegue che esiste la possibilità di aumentare i convogli per i pendolari sulla tratta interessata, ma che Regione Lombardia non ha sfruttato, né intende farlo, questo spazio di circolazione», osserva il coordinatore cittadino dei Verdi, Andrea Barcucci, che così continua. «Con l’apertura di Alp Transit e la presenza dell’importante operatore merci Hupac, il traffico delle merci su rotaie deve essere incentivato in base ai criteri di economicità e di rispetto del cosiddetto Green New Deal, ossia la cura delle emissioni inquinanti e della riduzione di combustili fossili. Tale criticità non è risolvibile neanche tramite l’utilizzo di linee ferroviarie parallele a questa. In secondo luogo, va precisato che una densità più elevata di treni in codesta ferrovia non è auspicabile a prescindere dalla già massima concentrazione esistente, dai numerosi disservizi quali ritardi, cancellazioni, guasti».

Barcucci introduce quindi all’interno delle proprie osservazioni il concetto di omotachicità, ossia la caratteristica di un orario per cui i treni viaggiano alla stessa velocità: «Il Raccordo Y, nel collegare le due linee ferroviarie che si incrociano a Busto Arsizio, sarebbe una gigantesca complicazione per la circolazione di entrambe. Sarebbe come autorizzare l’attraversamento con impianto semaforico presso un’autostrada. Una linea moderna si basa sul principio della omotachicità, condizione di circolazione che assicura in generale un migliore utilizzo dell’infrastruttura in termini di potenzialità, stabilità degli orari, minori perdite di tempo per interferenze e precedenze fra treni. Gli attraversamenti a raso, necessari all’istradamento dei treni tra Rho a Malpensa, su entrambi i doppi binari delle due linee, sarebbero una strozzatura arrecante deleteri ritardi, rallentamenti, consumi, disguidi, del tutto evitabili per il trasporto da e verso l’aeroporto di Malpensa».

Secondo Barcucci: «Non esiste alcuna necessità di collegare Rho a Malpensa dal momento che tale collegamento è già garantito tramite la linea Fnm Bovisa-Saronno, infrastruttura a quattro binari, sia con la stazione Cadorna che con quella Centrale. Tale collegamento aveva un senso seppure limitato, per l’Expo 2015. Sempre in tema di collegamenti aeroportuali, si fa presente che esiste una linea inutilizzata da Novara, tramite il raccordo lì presente, a Malpensa sulla quale attuare servizi intercity, pendolari, alta velocità».