Busto diventa città universitaria

La Prealpina - 03/07/2020

na sorta di campus per studenti da un lato, affiancato da pub e ristoranti; un Residence Senior dall’altro, con servizi per anziani autosufficienti. Poco distante, un mini centro commerciale da tremila metri quadrati. Attorno all’asse di via Monti, la zona delle Ferrovie Nord immagina un futuro da città universitaria che strizza l’occhio anche alla terza età. Gli atti che danno il via all’iter urbanistico sono stati protocollati ieri mattina a Palazzo Gilardoni e l’assessore Giorgio Mariani (nella foto) ne ha dato subito notizia con grande soddisfazione. A portare avanti l’operazione tre privati, proprietari delle aree, CCM Sviluppo Srl; Immobiliare Jinko Srl; Monte Rosa Srl, pronti a investire per cambiare volto a una fetta di città che dal 1998 esamina proposte ma non ha mai visto arrivare ruspe e operai.

Tra le vie Monti e Bezzecca

L’area interessata è compresa tra le vie Bezzecca, Turbigo e Monti. Sugli otto ambiti in cui è stata suddivisa ne sono stati definiti tre, su 38.226 metri quadrati che rappresentano più della metà della quota appartenente a privati (solo una porzione di 4mila metri quadrati è del Comune, disponibile ad alienarla). Per quel che riguarda il previsto parco lineare, si tratta di 62mila metri quadrati, mentre il mercato risistemato ne occuperà 15mila. La regia, in questo caso, è assegnata a studenti del Politecnico che stanno disegnando questa fetta di territorio. Le riunioni si svolgono ogni quindici giorni, si preparano le linee guida da indicare ai proprietari dei lotti che verranno ceduti al Comune. «Per anni si è ragionato sull’intero complesso e non è mai partito nulla, spezzettando in otto ambiti si sono mosse le acque. Il disegno sarà unitario, per avere omogeneità, ma si potrà partire con tempi diversi – spiega Mariani – Accanto a questi spazi ci sono quelli pubblici e il sedime ferroviario, in tutto 170mila metri quadrati. Dopo 22 anni di discussioni, finalmente si prospetta una soluzione che rilancerà la città. Intanto proseguiamo il dialogo con Ferrovie Nord per quanto a loro compete».

Un mix di funzioni

In primis si pensa a un residence per universitari, «che potranno raggiungere in treno Milano Cadorna in 35 minuti, grazie ai 95 collegamenti giornalieri». «Centomila studenti restano fuori sede, c’è fame di spazi – dice l’assessore – Uno su dieci trova posto negli studentati, gli altri 9 si rivolgono al libero mercato. Noi vogliamo dare loro risposte, attirarli qui. L’Insubria intende portare in città alcune facoltà, il Politecnico collabora: avere residenze a disposizione sarà un aiuto. E le università potrebbero fare da tramite con gli studenti. Questo, poi, è solo un embrione: a cascata, tutto intorno, si potrà investire sui giovani in un movimento virtuoso per il mercato immobiliare. Potranno nascere anche spazi sportivi, pub, locali, favoriremo lo sharing per bici e monopattini».

Servizi utili a ogni età

L’area senior living prevede appartamenti per anziani autosufficienti affiancati da servizi a loro utili: medico, infermiere, parrucchiere, lavanderia, etc. Intorno non mancheranno i negozi di vicinato. Il residence per studenti si svilupperà su 7500 metri quadrati, con 1050 metri di terziario commerciale. Quello per i senior sorgerà su 5750 metri quadrati, con attorno uffici per altri 1020 metri. Uno spazio commerciale da 3003 metri quadrati nascerà poco distante, non lontano dal Tigros.

Il masterplan è pronto, parte l’iter dei progetti. La variante al Pgt era stata varata dal consiglio comunale, il passaggio di ieri riguarda la giunta. «Sono molto ottimista – conclude Mariani – Lavoriamo con imprenditori solidi». Via Monti come una delle ramblas di Barcellona? «Avremo altri camminamenti verso piscina Manara e centro – sorride – Busto Arsizio cambia, vuol farsi conoscere. E vuole attirare attenzione».

Infermieri e Scienze Motorie: arriva l’Insubria

AMilano, sul libero mercato, gli studenti trovano posti letto in spazi condivisi per 350/500 euro al mese. Per avere una camera singola si spendono 550/600 euro. Una cifra notevole per chi è ancora nella fase dello studio. E pure per le rispettive famiglie.

Giorgio Mariani ha dialogato in questi mesi con il rettore del Politecnico, che già collabora ai progetti per l’area.

«Gli ho prospettato la possibilità che i giovani si insedino a Busto Arsizio e raggiungano facilmente Milano con il treno, anche il polo della Bovisa è sulla linea del Passante. In 25 minuti ci si arriva – racconta l’assessore esponente della Lega – Tanti ragazzi italiani e anche stranieri potrebbero venire a vivere da noi: un conto è finire alla periferia della metropoli, un altro stare in una città di 84mila abitanti, bella, vivace, piena di iniziative. Il tutto a costi decisamente inferiori. Ho riscontrato forte interesse da parte del Politecnico e anche dal prorettore dell’Università dell’Insubria, un polo che già ha un piede a Villa Manara (foto Blitz) e ai Molini Marzoli. L’Insubria ha intenzione di investire su Busto portando qui nuove facoltà: se attiriamo studenti anche con residenze accessibili, possiamo favorire questa operazione».

Mariani annuncia che all’Insubria dovrebbe ritornare il corso di laurea in scienze infermieristiche attualmente passato in carico all’Università degli Studi di Milano. «E per l’anno accademico 2020-2021 dovrebbe nascere a Busto il corso di Scienze Motorie – dice l’assessore della giunta Antonelli – siamo pronti a favorire tutto questo sistemando le strutture sportive, già si è rinnovata la pista di atletica, avremo altri progetti».

Fate concorrenza a Mind e al campus universitario dell’Università Statale nell’area che accolse Expo Milano 2015? «No. Anzi, spero che il Milano innovation district guardi a Busto con interesse. Arexpo, società proprietaria dei terreni, sta favorendo una rigenerazione urbana davvero interessante, siamo interessati a una partnership con loro, con la regia di Regione Lombardia. Servirebbe un partner internazionale pronto a credere nell’iniziativa, sarebbe l’ideale».

Busto vuole surclassare la grande Milano? «Niente affatto, facciamo marketing territoriale per far capire che Busto Arsizio esiste e ha potenzialità che la metropoli non conosce e potrebbe aiutarci a valorizzare».