Busto – Con la Tari aumenta chi non la paga

La Prealpina - 04/04/2017

Dici Tari e dici aumenti. Perché è vero che la giunta comunale, alle prese coi conti pubblici da far quadrare, ha dovuto utilizzare proprio la tassa sui rifiuti per rimpolpare le risorse attraverso l’innalzamento delle aliquote, ma è anche vero che negli ultimi tempi il numero di coloro che non saldano le rate è esponenzialmente aumentato, fino a toccare livelli preoccupanti.

Non si parla di piccole percentuali, perché se nel caso delle persone fisiche (ovvero i semplici cittadini) la morosità è decollata in un anno del 3 per cento, in quello delle persone giuridiche (aziende, negozi, uffici in genere) la forbice degli inadempienti è addirittura salita sino al 17 per cento nel 2016, quando solo l’anno prima era sei punti sotto.

La spiegazione di tutto ciò, semplice semplice, va cercata nella crisi che attanaglia sempre più famiglie e attività le quali, di fronte alla lettera del municipio che invita a saldare il dovuto per il servizio, preferiscono saltare il giro. Certo molti confidano nel fatto che ci sarà un periodo in cui una mora piuttosto bassa consentirà di rientrare dal debito senza dissanguarsi particolarmente. Ma va anche detto che in tantissimi alla fine non verseranno mai il dovuto, lasciando che le procedure di riscossione degli arretrati facciano il loro corso, sperando dunque in tempi migliori.

Non è un caso che nell’ultimo consiglio comunale, quando la giunta ha proposto l’innalzamento della Tari giustificandola con gli aumentati costi per svolgere le operazioni dalla raccolta allo smaltimento (si parla per questa voce di oltre due milioni di euro), molti partiti d’opposizione hanno alzato la voce. Come nel caso di Busto al Centro, che ha accusato il centrodestra di non aver ritoccato la più equa addizionale Irpef negli anni precedenti, ritenendo che colpire il reddito piuttosto che le metrature in cui si vive e lavora sarebbe più giusto. Ma a queste opposizioni il sindaco Emanuele Antonelli non ha potuto far altro che rispondere allargando le braccia: «Purtroppo io non c’ero quando si poteva toccare l’Irpef, mentre adesso le leggi di stabilità del governo non ci consentono più di farlo».

Fatto sta che, in attesa dell’introduzione della tariffa puntuale che pesa gli scarti indifferenziati di ciascuno e li trasforma in imposta (l’esperimento partirà a maggio nel rione di Sant’Edoardo, con il braccio operativo Agesp a gestire la faccenda), per adesso le bollette dei rifiuti saranno più pesanti. E non sarebbe una sorpresa che molte più persone si trovassero nelle condizioni di non poterle onorare.