Busto Arsizio – Una città per mangiare

La Prealpina - 03/02/2020

La rivoluzione è evidente e si sta consumando a tavola, soprattutto nel centro storico e nei suoi dintorni. Soltanto fino a un anno fa, non era così. Ma, in pochi mesi, è successo che il progressivo turn over di attività commerciali che caratterizza la zona nobile abbia visto l’avanzata delle realtà dedicate alla ristorazione, più in generale al comparto del food. Già, perché mentre tanti settori merceologici continuano a sentire i colpi della crisi e abbassano le loro saracinesche, a riaprirle sono imprenditori intenzionati a puntare sul gusto per catturare i clienti. Regno dell’hamburgher Il prossimo nato sulla scena bustocca sarà il punto vendita del marchio “La Farcia”. Sta prendendo posto in piazza Santa Maria, all’angolo con via Cavallotti, con le vetrine che già annunciano questo sbarco di un’attività che è stata creata a Torino, poi si è ampliata nell’intero Piemonte e adesso vuole vendere panini di qualità anche all’ombra del santuario, puntando su un centro che è il più popolato della provincia con i suoi 84mila abitanti. Considerando gli ultimi dodici mesi e prendendo in esame il solo centro, si tratterà dell’ottava apertura, senza contemplare chi semplicemente ha cambiato sede per ingrandire le sue ambizioni. Cominciarono le pizzerie La novità forte si è in realtà consumata dall’estate 2019, quando sono stati i ristoranti, con specialità pizza e ricette originali del Sud, a posizionarsi nella zona. In quel momento l’offerta era effettivamente poco numerosa, c’era anche stata qualche defezione. Poi, in pochissimo tempo, ecco spuntare “Mam – mà” sotto i portici di corso 20 Settembre, “Pizzium” nella parte finale di via Foscolo, infine la mastodontica “Caprese” nel complesso della Residenza del Conte. Tre sbarchi e altrettanti successi, con una clientela sempre abbastanza abbondante a popolare le tavolate. Il tempo della diversificazione Ma l’invasione non si è limitata a questo target. Ecco in rapida sequenza altre proposte: come quella sofisticata di “A Maggese” all’an – golo fra via Matteotti e via 22 Marzo, quindi la nuova “Officina dell’Hamburger” in via Carducci, dove funziona alla grande anche “Piz – za Scooter”, mentre pure in via Mazzini (più precisamente nel vicolo di via Concordia) è spuntato – in abbinata a “Made in Italy” – il rinato locale “People”, che mette assieme la cucina all’intrattenimen – to, sia esso musicale oppure cabarettistico. E, nel frattempo, numerosi bar si sono rinnovati o lo stanno facendo in questo momento, senza dimenticare l’ormai consacrazione del “Taste” in via Crespi. La nuova grande sfida Così, mentre il processo si consolida, proprio di questi giorni è la consegna delle chiavi del Cortiletto ai rappresentanti della società Mavalà, la quale ha presentato al Comune un progetto per riavviare e ravvivare lo storico spazio di via Cavour, da tempo svuotato dai negozi e in attesa di riprendere quota. Pure qui la strada è tracciata: cosa avverrà di preciso in quella corte non si sa, ma di sicuro sarà una cittadella del food votato alla qualità. Anche se lo scenario sta cambiando e il rischio di sovraffollamento è innegabile, l’intenzione non cambia, accodandosi ai tanti investitori che già hanno piazzato la loro scommessa su una Busto da mangiare