Busto Arsizio – Una città di risparmiatori

La Prealpina - 23/12/2020

Bustocchi, ovvero un popolo di risparmiatori. Anche adesso, in pieno Covid e dopo le ripetute crisi internazionali che hanno fatto saltare investimenti e posti di lavoro, il tesoretto che le famiglie hanno messo al sicuro in banca, ha una dimensione impressionante e subisce una costante crescita.Sarà anche per questo che capita di sentire discorsi lungo via Milano in cui si auspica che al governo non venga in mente di applicare una patrimoniale.

Il capitale nei caveau
Già, perché fra conti piccoli e conti giganteschi, nei caveau degli istituti di credito cittadini (ma molto più spesso nei conti in home banking) e
nei registri dei titoli azionari, si nasconde qualcosa come 5,3 miliardi
di euro. Insomma, non solo proprietà immobiliari e attività compongono il benessere di una città notoriamente fra le più ricche del territorio, ma c’è anche un fiume incredibile di risparmi, per meno della metà investiti, per la restante parte semplicemente custoditi.

La crescita dei conti
Ma la cosa più significativa da considerare è che questo patrimonio
messo al sicuro è costantemente cresciuto negli ultimi anni. Si prenda ad esempio la parte dei semplici depositi, che all’ultimo rilevamento compiuto da Banca d’Italia è pari a 2 miliardi e 735 milioni. Ebbene, solo dodici mesi prima era composto da 180 milioni in meno ed esattamente dieci anni fa era sotto quota due miliardi. La qualcosa può essere letta come un’aumentata attenzione dei correntisti a non dilapidare le risorse in un momento economico parecchio incerto. Ma significa anche che a Busto continua a restare solida la tenuta degli introiti nella fascia di stipendi medio-alta, che poi è quella che va a creare il grosso degli accantonamenti. Semmai negli ultimi tempi si è registrato un leggero decremento nei cosiddetti impieghi, frutto dell’accresciuta instabilità dei mercati che ha tolto sicurezze.

Chi guadagna e come
Fra le statistiche, spicca quella che spiega con quali fonti di reddito ci
si mantenga. In questo caso bisogna ricorrere ai dati Irpef. Ebbene,
su 60.277 profili attivi, ben 32.607 sono frutto di lavoro indipendente e
20.841 da pensioni. Gli imprenditori puri sono 1.553, i titolari di
quote societarie 1.776, quelli con rendite immobiliari 1.222 e i lavoratori autonomi 1.064, più altre 1.234 persone che hanno proventi
variegati. Insomma, a dominare è ancora il posto fisso (se non la pensione) ed è in questa enorme fascia di individui che si sta evidenziando
la propensione al risparmio. Essa sì elemento tipico della bustocchità.