Busto Arsizio Un sì compatto ad Accam Meglio della discarica

La Prealpina -

Questa sera, in consiglio comunale, la maggioranza di centrodestra compatta approverà il piano industriale della partecipata Accam. Anche Fratelli d’Italia, dopo che in commissione Bilancio si era astenuta riservandosi di stabilire in sede di direttivo provinciale la linea, è concorde con gli alleati sulla necessità di tenere aperto il termodistruttore di Borsano fino al 2027 facendo slittare la precedente data di chiusura dell’impianto e liquidazione della società fissata al 2021. Resta da capire, nella seduta consiliare odierna (appuntamento alle 20.45 nell’aula di Palazzo Broletto), per quanto riguarda le minoranze da quale parte stiano il Partito democratico e la lista civica La nostra Gallarate 9.9 che, sempre in commissione, avevano optato per l’astensione come FdI senza per altro annunciare la loro posizione ufficiale. Mentre Città è Vita, per voce dell’ex sindaco Edoardo Guenzani (in ciò coerente con la linea tenuta quando amministrava), si è già detta contraria agli otto anni di proroga.

Sì all’autosufficienza

Con il summit degli esponenti del direttivo provinciale rappresentanti i Comuni interessanti (sola assente giustificata la componente di Somma Lombardo), Fratelli d’Italia opta «per sei, sette anni ancora di autosufficienza». Lo spiega il consigliere comunale (nonché fresco eletto nell’aula della Provincia) Giuseppe De Bernardi Martignoni. Il quale, l’altra sera, si è confrontato su Accam con Checco Lattuada per Busto Arsizio e con il sindaco Filippo Gesualdi e il capogruppo Enzo Misiano per Ferno. «Dopo valutazioni tecniche e politiche del nuovo piano industriale siamo concordi con lo spostamento della chiusura al 2027», annuncia il voto di questa sera Martignoni. «Approviamo il documento anche per dare una risposta alle esigenze del territorio sul fronte dello smaltimento dei rifiuti. Abbiamo scelto la linea della termovalorizzazione e non della discarica».

Divergenze e convergenze

Il quadro è in pratica delineato. A Palazzo Broletto, questa sera, il piano del consiglio di amministrazione di Accam passa. Tra attuali divergenze e possibili convergenze. Nella prima categoria rientra la Lega: qui è d’accordo con lo slittamento al 2027, sebbene in commissione non si sia espressa lasciando campo a Forza Italia, mentre a Busto Arsizio è spaccata dalla corrente Reguzzoni contraria al piano; sebbene sia probabile, dopo le solite mediazioni, il riallineamento alla coalizione. Nella seconda c’è il Pd: a Busto, pur non ritenendo questo progetto il massimo, non vuole la chiusura di Accam ed è facile che pure a Gallarate abbia il medesimo intendimento.

Il resto

Il termodistruttore è comunque il penultimo punto all’ordine del giorno. Il resto, che viene affrontato prima, oltre a comunicazione e question time, sono variazioni di bilancio e revisione delle partecipazioni societarie.