Busto Arsizio Un centro affollato e uno poco attrattivo Così non si va avanti

La Prealpina - 30/11/2018

C’è un luogo comune diffuso tra i commercianti bustocchi, secondo cui esisterebbero due “centri”: quello affollato, ben frequentato, luccicante (soprattutto in questo periodo prenatalizio), che va da piazza Garibaldi a piazza Santa Maria attraverso via Milano; e quello poco valorizzato e scarsamente attrattivo delle strade e stradine che gravitano attorno al salotto buono della città.

Come tutti i luoghi comuni, questo pensiero contiene anche una dose di verità, ed è delle scorse ore la notizia dell’imminente chiusura del negozio di scarpe Otisopse di via Roma. «In un centro così vuoto, come si può portare avanti un’attività?», domanda il titolare Stefano Esposito. Già, come si può? Se lo chiedono anche gli altri commercianti dell’area compresa tra via Roma e via Cardinal Tosi, e le risposte non lasciano presagire nulla di buono: «Vivo e lavoro in via Roma dal 1964 – racconta Giuseppe Cosentino -, e posso dire che fare il commerciante in questa strada è davvero arduo. Siamo abbandonati, nessuno fa nulla per portare qui un po’ di gente. Il mio negozio di accessori per calzature l’avevo chiuso già nel 2010; poi l’ho riaperto affidandolo a mia figlia, ma si fa fatica. Da decenni chiediamo all’amministrazione di fare qualcosa per rilanciare questa zona, ma non cambia mai nulla. Anche la pavimentazione si è fermata a metà via, fino alla piazzetta: da quel punto in poi la strada è un obbrobrio».

Sono tempi duri anche per Massimiliano Paolillo, che gestisce il “Super Sweet”, negozio di articoli da regalo e dolciumi, aperto solo sette mesi fa in via Cardinal Tosi: «Le cose non stanno andando come avevamo sperato – si rammarica il commerciante -. Facciamo il possibile, ma di gente ne passa sempre poca, e non si fa molto per vivacizzare queste vie. Tutto è concentrato nelle solite piazze, mentre qui la gente gira alla larga. Per carità, anche noi commercianti abbiamo le nostre colpe: ad esempio, facciamo fatica a collaborare per organizzare iniziative speciali o piccoli eventi. Però avremmo bisogno di maggior sostegno da parte di chi amministra la città».

Sì, ma come? «Servono idee innovative, non è necessario avere chissà quale budget. Con un po’ di creatività si possono organizzare tante cose simpatiche e attrattive per la gente. Io arrivo da Gallarate, e sotto questo aspetto la mia città mi sembra un po’ più avanti di Busto. Per non parlare di Legnano».

Ma c’è anche chi la pensa in maniera diversa. Per Gloria Mosca, che gestisce il negozio di abbigliamento “Tonali” in via San Gregorio, «gli eventi non risolvono i problemi: anzi, spesso la gente si concentra su quelli e non entra nei negozi». Aggiunge la commerciante: «Bisogna anche rendersi conto che sono cambiate le abitudini dei consumatori: sono passati i tempi in cui il centro era stracolmo. Noi comunque non ci lamentiamo: in via San Gregorio la gente che passeggia e guarda le vetrine non manca. Ma è pur vero – e lo dico avendo lavorato a Milano – che per sfondare a Busto bisogna essere molto bravi e fortunati».